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Occhiuto parta con la sua proposta politica e a Salvini dica: chi ha lasciato la Calabria in mano a Spirlì ora stia zitto!

Il deputato forzista si trova nella stessa condizione di Nicola Irto, del Pd. Entrambi dovrebbero avere il coraggio di parlarsi perché gli equilibri in Italia stanno cambiando Scritto da:

Roberto Occhiuto, forte del mandato politico ricevuto ieri a Roma dai vertici del suo partito, si metta in moto subito. Occhiuto è candidato alla presidenza della Regione Calabria. Punto. Ora non deve attendere le inconcludenti liturgie politiche nazionali, che hanno causato sempre pesanti ritardi e danni per la Calabria. Il sistema politico italiano è cambiato, e il ruolo strategico assunto da Mario Draghi ne è una prova. Occorre invertire un sistema che non ha funzionato e che ha presentato evidenti falle ovunque. Non bisogna partire dalle sempre difficoltose trattative dei partiti per giungere a un candidato presidente e ad un programma scritto tanto per, alla stregua di una formalità. È fondamentale capovolgere il quadro deludente che ha spadroneggiato finora. Cambiare per vincere e per far bene! Si inizia con una figura credibile di candidato presidente, che si appella direttamente al popolo, agli elettori, alla società civile. Un candidato presidente che si assume le sue responsabilità ed elabora un programma di governo vero, autentico, chiaro, di rilevanza strategica. Attorno al candidato presidente si coagulano partiti, movimenti, espressioni della società civile, liste. E un candidato presidente deve avere il coraggio, qualora servisse, di ignorare ed emarginare eventuali veti dei partiti. Si ricordi Roberto Occhiuto del veto posto da Matteo Salvini a suo fratello Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza. Dal veto a Mario Occhiuto alla inaccettabile stagione politica di Nino Spirlì, un facente funzioni da dimenticare. Qualora Roberto Occhiuto dovesse trovarsi di fronte a possibili resistenze della Lega non abbia timore di rispondere a muso duro a Salvini, dicendogli: hai detto no a mio fratello, e il tuo regalo alla Calabria è stato Nino Spirlì, ora lascia il passo e ascolta quanti la Calabria la conoscono davvero!
Né Roberto Occhiuto, che a Roma ha raggiunto un livello politico di caratura nazionale, non sa che il quadro nazionale ed europeo si sta evolvendo a ritmi serrati, verso nuovi equilibri. La Calabria potrebbe fungere da laboratorio politico in vista del rinnovo del Parlamento. Matteo Salvini si tenga stretto Nino Spirlì, e se ha coraggio politico scenda in Calabria a difenderne l’operato, a spiegare che tutto ciò che aveva promesso ai Calabresi si è avverato: nella sanità, in agricoltura, nel turismo… La scelta di Matteo Salvini di far rappresentare la Lega in Giunta da Nino Spirlì ha condizionato pesantemente una stagione politica che è trascorsa inutilmente, accumulando ritardi e incertezze, abbandonando la Calabria in una condizione di pesante sofferenza economico-sociale, senza respiro, senza progetto, senza presente e senza futuro. Ecco quindi che Matteo Salvini non ha i titoli politici, considerato l’errore storico che ha commesso, per dire ai Calabresi cosa e con chi bisogna andare avanti. E Occhiuto non abbia remore nel dirgli: hai lasciato la Calabria in mano a Spirlì, ora stai zitto che fai più bella figura!
Roberto Occhiuto si trova nella stessa posizione politica di Nicola Irto, esponente del Pd. Molto probabilmente i due dovrebbero ragionare e capire se esiste la possibilità di aggregare un vasto mondo riformatore e moderato che isoli estremismi che finora hanno causato solo danni. Roberto Occhiuto e Nicola Irto siano coraggiosi e determinati, non si facciano dettare tempi e contenuti da quanti hanno dimostrato di non voler bene alla Calabria, di considerarla, sul piano politico, alla stregua di una colonia. La Calabria ha voglia di autodeterminarsi e di essere libera. La Calabria è in agonia e non può morire per i capricci di una politica romana che non la stima! La Calabria ha il diritto e il dovere di presentarsi a Roma e chiedere cosa le spetta, ma può farlo solo se a rappresentarla ci si mettono persone adeguate, strutturate, credibili. Roberto Occhiuto non commetta l’errore, perché non è dipeso da lui, di immaginare di difendere l’indifendibile. La difesa, in Calabria, di una politica che non funziona e che si è dimostrata assolutamente inadeguata partorirà soltanto un enorme voto di protesta per spazzare via quanti si sono seduti sulle comode e ben remunerate poltrone senza riuscire a portare risultati visibili. Roberto Occhiuto (e Nicola Irto) devono riuscire a impersonare il cambiamento, non una continuità già sconfitta e che gli elettori puniranno pesantemente. (N. Ed.)

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