martedì, 27 febbraio 2024

Omicidio D’Arca, disposti dal Tribunale del Riesame i domiciliari a Cortese

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha disposto gli arresti domiciliari per Giuseppe Cortese, 29enne di Crotone, accusato insieme al nonno Francesco Pezziniti di concorso in omicidio per l’omicidio di Stefano D’Arca, ucciso con cinque colpi di pistola davanti al bar di Cortese in pieno centro a Crotone. In un primo momento i due – nonno e nipote – erano stati condotti in un primo momento presso la casa circondariale pitagorica; poi a Pezziniti furono concessi i domiciliari, e oggi la decisione del Riesame che ha deciso anche per Cortese la misura domiciliari.

«Abbiamo sostenuto sia dal primo momento che ci fossero due testimoni i quali hanno affermato che a sparare non è stato Giuseppe Cortese – ha dichiarato a TgCal24 l’avvocato Francesco Laratta, legale del 29enne insieme al collega Massimiliano Bianchi – a sparare non è stato il nostro assistito. Aveva la pistola da più minuti, avrebbe potuto ma non l’ha fatto. Stiamo aspettando l’esito dello Stub (uno strumento che serve per raccogliere tracce di esplosivo sulle mani di chi ha sparato da poco tempo con un’arma da fuoco n.d.r.) poichè non è ancora arrivato. Anche il Tribunale della Libertà ha dichiarato che non ci fossero le esigenze cautelari in carcere».

Intanto la Questura di Crotone ha disposto la chiusura per 10 giorni del Bar Moka – l’attività commerciale a due passi dove si è consumata la tragedia – e l’Hotel Concordia – di proprietà di Pezziniti e luogo dove erano nascoste le due pistole, di cui una servita per sparare – poichè il fatto «ha destato un grave allarme sociale con ricadute negative sull’ordine e la sicurezza pubblica, sia per la virulenza dell’episodio che per la notorietà delle attività commerciali in cui è maturata la violenta morte. Per tali motivi, trattandosi di luoghi in cui insistono varie attività commerciali e dove si svolge la movida serale, il Questore di Crotone ha emesso un provvedimento di chiusura»

G.L.