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Omicidio dell’avvocato Pagliuso, ordinanza per il mandante

Il gip distrettuale di Catanzaro Paolo Mariotti, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli indagati nell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Reventinum”, che individua capi e sodali di due cosche di ‘ndrangheta, gli Scalise ed i Mezzatesta, operanti tra i comuni montani di Soveria Mannelli, Decollatura, Serrastretta e Platania, contestando anche, ad uno degli indagati, di essere il mandante dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso, ucciso a Lamezia Terme nell’agosto del 2016. L’ordinanza, rispetto al fermo emesso il 10 gennaio scorso convalidato dai gip competenti territorialmente il 12 gennaio, presenta anche altri elementi di novità. Oltre all’associazione mafiosa, al sequestro di persona e alla violenza privata ai danni dell’avvocato Francesco Pagliuso vi è il nuovo capo di imputazione relativo all’omicidio Pagliuso. Tra i mandanti, la Dda indica Pino e Luciano Scalise, padre e figlio ma secondo il gip esistono gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Luciano ma non del padre Pino.

Inoltre vengono accusati di associazione mafiosa Domenico e Giovanni Mezzatesta (classe ’74) – padre e figlio, attualmente in carcere per il duplice omicidio di Giovanni Vescio e Francesco Iannazzo – considerati a capo della cosca Mezzatesta. Accusato di associazione mafiosa anche Marco Gallo, ritenuto organico della cosca Scalise. Gallo si trova in carcere perché accusato di essere l’esecutore materiale di tre omicidi: Francesco Berlingeri, Francesco Pagliuso e Gregorio Mezzatesta. L’uomo, titolare di una società di consulenza, in realtà, secondo gli investigatori, sarebbe un killer a pagamento ed è considerato dall’accusa il braccio armato della cosca Scalise. Sono state invece scarcerate sei persone perché non sussistenti gli elementi per le esigenze cautelari: Cleo Bonacci, Eugenio Tomaino, Giovanni Mezzatesta (classe ’76), Livio Mezzatesta, Giuliano Roperti, e Ionela Tutuianu (moglie di Domenico Mezzatesta). (ANSA)

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