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Omicidio in spiaggia, l’assassino si è acceso una sigaretta e ha fatto fuoco

“Dammi un accendino ché devo ammazzare qualcuno”. Sarebbe stata questa la frase che Giuseppe Olivieri, il 36enne di Preitoni di Nicotera, accusato dell’omicidio di Francesco Timpano, di 45 anni, avrebbe pronunciato ad un avventore del Lido “Il Gabbiano”, a Nicotera, alcuni istanti prima di sparare. La circostanza emerge dalle indagini dei carabinieri ai quali il cliente ha riferito di aver notato l’uomo, che indossava una maglietta rossa, avvicinarsi a lui chiedendo l’accendino per fumare una sigaretta prima di commettere il delitto. Poco dopo l’avventore ha udito gli spari e si è precipitato verso la famiglia che si trovava in spiaggia. A fare il punto sulle indagini, concluse con Olivieri che si è costituito ieri sera, sono stati oggi il sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Ciro Luca Lotoro, il comandante della Compagnia carabinieri di Tropea Dario Solito, il comandante del Norm di Tropea Tommaso Montuori e il comandante della stazione di Nicotera Fabio Cirone. Olivieri, hanno detto gli investigatori, “aveva addosso la pressione dell’Arma al completo”. “L’intensa attività organizzata sin dal primo istante – ha riferito Solito – ci ha permesso da subito di avere il quadro completo della situazione. Sapevamo chi cercare e ci siamo messi in azione”. “Questo – ha detto il pm – è un territorio difficile ma una cosa è chiara e cioè che i risultati sono dalla nostra parte, non tardano ad arrivare quando si crea grande sinergia con gli investigatori che sono i nostri occhi. E quando gli occhi sono buoni, si vede meglio e si vede prima. Ed agire bene nelle prime 48 ore diventa fondamentale per la buona risoluzione di un caso”. Giuseppe Olivieri era stato immortalato dalle telecamere di videosorveglianza del lido “Il Gabbiano”, dove ha trascorso gli attimi antecedenti all’omicidio. “La fondamentale visione delle riprese, unita all’attività tecnica della Scientifica – ha rimarcato Lotoro – ci hanno permesso di avere il quadro della situazione chiaro da subito. Ma le indagini non sono finite. Stiamo lavorando per fare luce anche sulle fasi successive all’omicidio, per capire se e chi ha aiutato Olivieri nella sua fuga e nel periodo trascorso dal 12 agosto all’altra sera”. “Al momento dell’arresto – ha detto Solito – l’indagato non ha detto nulla. Aspettiamo di vedere se in sede di interrogatorio di garanzia vorrà offrire spiegazioni su quanto compiuto“. “Noi – ha aggiunto il pm – la nostra idea ce la siamo già fatta, e stiamo lavorando per mettere insieme una serie di elementi che ci possano permettere di affrontare i prossimi step giudiziari, anche in sede di dibattimento, nel migliore dei modi”. Giuseppe Olivieri, di 36 anni, l’uomo che si è costituito perché accusato di essere l’autore dell’omicidio di Francesco Timpano, è fratello di Francesco Olivieri, il trentaduenne che, in un raid omicida tra Nicotera e Limbadi, nel maggio scorso, uccise due persone, Giuseppina Mollese, di 80 anni, e Michele Valerioti, di 67 e ferì uno dei fratelli di Timpano, Pantaleone, e sparò contro l’auto di un altro fratello, Vincenzo. (Ansa)

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