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Operazione “Big bang”, l’ex consigliere regionale di FI Santacroce accusato di rivelazione di segreti d’ufficio

L'avvocato penalista era subentrato a Domenico Tallini: avrebbe divulgato notizie sulle indagini in corso

Rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio. È questa l’accusa per Frank Mario Santacroce, 50 anni, avvocato penalista e consigliere regionale di Forza Italia per qualche tempo, indagato nell’operazione antimafia “Big bang” condotta dai Carabinieri contro le cosche di San Leonardo di Cutro. Secondo l’accusa Santacroce “in concorso con una persona allo stato ignota”, avrebbe acquisito “notizie coperte da segreto investigativo riguardanti le indagini in atto nell’ambito del presente procedimento, in particolare il numero di persone sentite dalla polizia giudiziaria, da persona rimasta ignota che ne era in possesso per ragioni inerenti l’ufficio svolto” e poi le avrebbe “rivelate ad una delle presunte vittime di usura”.

I fatti che gli vengono contestati risalgono al 2019. Primo dei non eletti nel suo partito alle ultime elezioni regionali, Santacroce è subentrato a Domenico Tallini quando quest’ultimo è stato coinvolto anch’egli in un’inchiesta antimafia della Dda di Catanzaro, per poi cessare la sua supplenza dopo la scarcerazione dello stesso Tallini.

“Apprendo solamente adesso di essere indagato, pur non avendo ricevuto alcuna notifica o avviso – replica Santacroce – Attendo di capire di cosa esattamente mi si accusa – ha aggiunto Santacroce – consapevole di non aver mai divulgato nulla a nessuno ed anzi di aver svolto il compito di difensore del mio assistito, in quanto vittima di usura, con assoluta trasparenza e diligenza, esercitando il ruolo della professione a tutela del mio cliente».

 

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