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Operazione “Canadian ‘Ndrangheta Connection 2”, arrestate ventotto persone: i dettagli (VIDEO)

Ventidue giorni fa, dopo l’operazione “Canadian ndrangheta connection 2”, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, aveva detto che la ndrangheta non ha confini decisionali e che quello di Siderno non è un locale come tutti gli altri. Ed oggi le cosche sidernesi che da decine di anni operano nell’enorme paese nordamericano hanno subìto un altro duro colpo con una nuova operazione della Polizia, coordinata dalla Procura antimafia, che rappresenta la prosecuzione dell’inchiesta che il 18 luglio scorso portò al fermo di 12 affiliati alla cosca Muià. Nell’operazione odierna, che non poteva che essere denominata “Canadian ndrangheta connection 2”, sono 28 le persone arrestate, 23 delle quali finite in carcere e 5 agli arresti domiciliari, tra affiliati e prestanome delle ndrine Muià e Figliomeni e della potente cosca Commisso di Siderno. Otto degli arrestati sono stati catturati in Canada, mentre uno è stato fermato in Lussemburgo. Le ordinanze di custodia cautelare hanno colpito elementi di vertice delle tre cosche: gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale, con l’aggravante del metodo mafioso. Eseguite anche perquisizioni in Calabria e Liguria. L’inchiesta, che si è sviluppata negli ultimi due anni, ha consentito di delineare gli assetti delle ndrine Muià e Figliomeni, ma soprattutto di allargare le conoscenze sulla struttura della ndrangheta all’estero: “Canadian ndrangheta connection 2” ha infatti documentato, per la prima volta, che in Ontario, la più popolosa delle 10 province del Canada, quella in cui si trovano sia la capitale, Ottawa, sia la città più grande, Toronto, e nella quale le cosche di Siderno operano da decine di anni, esiste una struttura territoriale riferibile alla locale di Siderno, nota come “Siderno group of crime”, governata da un organismo che si riunisce ed assume decisioni ed interviene anche su quello che succede in Calabria. Dopo i 18 fermi del 18 luglio scorso, le indagini sono proseguite e si è giunti, fra l’altro, all’individuazione di altri 16 persone che non erano state coinvolte nella prima operazione. Le indagini dei sostituti procuratori, Giovanni Calamita e Simona Ferraiuolo, sono partite dopo l’omicidio, avvenuto a Siderno il 18 gennaio 2018, di Carmelo Muià, ritenuto il luogotenente del boss Giuseppe Commisso. Intercettando il fratello della vittima, Vincenzo Muià, gli investigatori avevano appreso che egli attribuiva la responsabilità dell’omicidio alla famiglia Salerno, che si era scissa dalla cosca Commisso. Muià aveva deciso di armarsi per rispondere all’agguato, e nell’aprile scorso si era recato a Toronto per incontrare i fratelli Angelo e Cosimo Figliomeni: questo, per gli inquirenti, conferma che la ndrangheta sidernese ha bisogno di strutture di comando anche sovranazionali per governare assetti complessi in ambiti territoriali molto distanti dalla Calabria. Proprio nel febbraio scorso, una sentenza della Corte superiore di giustizia dell’Ontario riconosceva la ndrangheta come organizzazione criminale pienamente operante su quel territorio, come ha dimostrato anche il recente sequestro di denaro ed auto di lusso per circa 23 milioni di dollari, ricavati da usura, riciclaggio e gioco d’azzardo.

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