martedì, 25 giugno 2024

Operazione “Ducale”: indagati il sindaco Falcomatà e il consigliere regionale Neri

Tra gli indagati anche il consigliere comunale di Reggio Calabria Francesco Sera


Ci sono anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, del Partito Democratico, ed il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Neri, oltre al consigliere comunale di Reggio Calabria Francesco Sera, del Pd, tra gli indagati dell’operazione eseguita stamattina dal ROS – con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori” Calabria – che ha portato ad una ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Reggio Calabria emessa su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo diretta dal Dr. Giovanni Bombardieri, nei confronti di 14 persone (di cui 7 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 3 con obbligo di presentazione alla p.g) indiziati, a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, reati elettorali, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. I tre sono indiziati del delitto di scambio elettorale politico-mafioso. Le indagini, avviate nel 2019, avrebbero documentato il condizionamento delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria (nel 2020 e nel 2021) e del Consiglio Comunale di Reggio Calabria (nel 2020). Per Neri e Sera la Dda di Reggio aveva chiesto l’arresto, ma il Gip non ha accolto la richiesta. Nessuna richiesta, invece, era stata fatta per Falcomatà. In particolare, uno degli indagati raggiunto da provvedimento restrittivo1, legato da vincoli di parentela ad esponente apicale della cosca Araniti, di Sambatello, in provincia di Reggio Calabria, con il fine di sostenere i candidati di interesse avrebbe alterato – con la complicità di scrutatori compiacenti – le operazioni di voto, procurandosi le schede elettorali di cittadini impossibilitati a votare ed esprimendo, in luogo di questi ultimi, la preferenza in favore dei candidati sostenuti. Il citato indagato, dopo i positivi esiti elettorali, avrebbe ottenuto dai politici eletti nomine nell’ambito di enti pubblici o come professionista esterno.

I 14 indiziati farebbero parte della cosca Araniti che avrebbe esercitato attività estorsiva nella gestione degli appalti pubblici, intrusione nella conduzione della discarica di “Sambatello” attraverso l’imposizione, alle ditte di volta in volta impegnate nella gestione dell’impianto, del personale da assumere e le relazioni con le omologhe consorterie criminali attive nei territori confinanti di Diminniti e Calanna. La cosca avrebbe, addirittura, esercitato il controllo sull’attività di caccia nella zona agreste della frazione.   

 

 

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