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Operazione “Gotha”, Cassazione e Riesame per Romeo e Caridi

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La V Sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l’ordinanza di custodia in carcere per il reato di associazione segreta aggravata da finalità mafiose contestata all’avvocato Paolo Romeo, nel processo Gotha in corso di celebrazione a Reggio Calabria. Gli avvocati Carlo Morace e Fabio Cutrupi, difensori dell’avvocato Paolo Romeo, hanno espresso soddisfazione per la decisione della Suprema Corte che segue una precedente decisione di annullamento con rinvio. Con questa sentenza, hanno spiegato, la Cassazione esclude direttamente, per insufficienza degli elementi di prova, la gravità indiziaria sia sulla esistenza dell’associazione segreta, sia sulla direzione della stessa da parte dell’avvocato Paolo Romeo. L’ex parlamentare, che ha già scontato una condanna definitiva per concorso esterno, allo stato resta in carcere poiché sottoposto a misura cautelare per un’altra contestazione di associazione mafiosa, sempre nell’ambito del processo Gotha.

E, nell’ambito dello stesso procedimento giudiziario, resta imputato per concorso esterno in associazione mafiosa l’ex senatore Antonio Caridi, tornato in libertà dopo la decisione di ieri del Tribunale del riesame di Reggio Calabria che ha anche confermato l’accusa mossa all’ex parlamentare. Caridi è imputato nel processo “Gotha”, in corso davanti ai giudici del Tribunale di Reggio Calabria; un procedimento in cui sono confluite cinque indagini (“Mammasantissima”, “Sistema Reggio”, “Fata Morgana”, “Reghion” e “Alchimia”) coordinate dalla Procura distrettuale di Reggio Calabria.

L’inchiesta ricostruisce il sistema di governo degli affari illeciti a Reggio Calabria, attraverso una rete occulta, al cui vertice gli inquirenti pongono gli avvocati Romeo, ex parlamentare del Psdi, e Giorgio De Stefano, quest’ultimo già condannato in primo grado con il rito abbreviato il primo marzo scorso a 20 anni di reclusione. In abbreviato, complessivamente, sono stati condannati 34 dei 38 imputati. Caridi, invece, è a processo col rito ordinario insieme ad altre 33 persone, tra le quali Romeo, l’ex assessore regionale Alberto Sarra, l’ex rettore del Santuario di Polsi don Giuseppe Strangio, l’ex presidente della Provincia Giuseppe Raffa e l’ex magistrato Giuseppe Tuccio.

Il dibattimento, in cui la pubblica accusa è rappresentata dal procuratore facente funzioni Gaetano Paci, dall’aggiunto Giuseppe Lombardo e dai sostituti Roberto Di Palma, Giulia Pantano, Stefano Musolino e Walter Ignazitto, riprenderà il prossimo 20 aprile.

Olga Iembo

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