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Operazione Stige, coinvolti gli imprenditori vitivinicoli Valentino e Francesco Zito

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“Una vera e propria linea di prodotti vinicoli, che venivano imposti sia in Calabria che in Germania dai plenipotenziari della cosca” egemone a Cirò. A produrla appositamente – secondo gli inquirenti – sarebbero stati gli imprenditori Valentino e Francesco Zito, che così avrebbero “agevolato le attività del sodalizio”, e che per questa ragione sono state accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso. Ci sono, dunque, due esponenti, di una delle famiglie più note dell’imprenditoria vitivinicola calabrese tra le 169 persone coinvolte nell’operazione Stige, condotta questa mattina dai Carabinieri del Ros contro la cosca “Farao-Marincola” di Cirò, nel Crotonese.

Valentino, tra l’altro, è anche vicepresidente del Consorzio per la tutela e valorizzazione dei vini doc Cirò e Melissa, che da questa inchiesta potrebbe dunque subire dei contraccolpi

“I due imprenditori – si legge nei capi d’imputazione – pur non essendo inseriti stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, concorrevano in esso, assistendo ed adiuvando, attraverso condotte attive e passive, le finalità delle associazioni di tipo ‘ndranghetistico denominate “locale” di Cirò, fornendo un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo ai componenti dell’associazione si da agevolare le attività del medesimo sodalizio. In particolare, ma non solo, nelle loro qualità sopra dette: su disposizione dei plenipotenziari della cosca, producevano una vera e propria linea di prodotti vinicoli, che venivano imposti sia in Calabria che in Germania dai plenipotenziari della cosca e cioè da Pino Sestito e Francesco Tallarico; con tali condotte agevolando le attività del sodalizio che risultava rafforzato nella sua capacità operativa ed economica, ossia dalla possibilità di introdursi nel ramo commerciale della rivendita del vino in territorio nazionale ed estero, , con un accresciuto senso di sicurezza e una maggiore manifestazione della capacità di condizionamento imprenditoriale e finanziario del territorio, tra l’altro resa vieppiù manifesta dalla possibilità di introdursi “nell’economia legale”, notoriamente assistita dall’introito di cospicui ricavi. Ancora, recuperavano i propri crediti per il tramite dell carica d’intimidazione dei plenipotenziari della cosca, verso la “bacinella” della quale distraevano parte degli utili conseguenti l’attività della loro impresa”.

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