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Operazione Stige, le mani del clan sul business dei migranti

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Le mani della cosca sul centro di accoglienza per minori non accompagnati la “Casa Sant’Antonio”. Che quello dei migranti per la ‘ndrangheta sia un “affare” da non perdere è chiaro già da diverso tempo, e del resto le mafie vanno dove ci sono i soldi. Una ulteriore conferma è arrivata dall’operazione Stige, che ha rivelato come per oltre due anni gli uomini del clan Farao Marincola di Cirò avrebbero gestito il centro d’accoglienza da 150 posti; una struttura su cui la ‘ndrina avrebbe esercitato un controllo totale, tanto da utilizzarla per veri e propri summit tra affiliati. Dalla fornitura di vestiti al cibo, secondo gli inquirenti tutto era in mano a ditte riconducibili alla cosca. 

A farne le spese, ovviamente, erano i giovanissimi migranti, che in più di un’occasione avevano segnalato, per esempio, la scarsità di cibo. L’operazione Stige parla anche di un episodio che sarebbe accaduto nell’ottobre del 2014, quando un giudice onorario del Tribunale per i minorenni si era recato nella struttura per procedere all’audizione dei minori ospitati. Ad un certo punto il giudice aveva chiesto ad operatori e responsabili della struttura di allontanarsi per ascoltare i ragazzi in maniera riservata, suscitando la reazione violenta dell’uomo del clan presente nella struttura; una reazione che avrebbe portato il giudice ad allontanarsi per evitare che la situazione degenerasse.
Per gli inquirenti un ruolo centrale nell’ingresso del clan Farao nel business dei migranti lo avrebbe avuto un imprenditore napoletano, Aniello Esposito, già gestore di due centri di accoglienza ad Afragola. A lui la Dda di Catanzaro contesta il concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa, Esposito avrebbe messo a disposizione della cosca “le proprie entrature politiche e amministrative in Calabria come a Roma, senza le quali la cosca non avrebbe potuto attivare il centro di accoglienza migranti e, soprattutto, introitare nella ‘bacinella’ ingenti erogazioni pubbliche a copertura degli asseriti costi di gestione”

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