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Operazione Tisifone, una nuova guerra di ‘ndrangheta era imminente

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Ha fatto luce sulle nuove dinamiche criminali operanti sul territorio di Isola di Capo Rizzuto a seguito delle operazioni di polizia, in particolare l’operazione Jonny che che ha colpito decine di persone riconducibili al locale di ‘ndrangheta degli Arena e i suoi vertici, l’operazione Tisifone che ha portato all’arresto di esponenti di spicco delle cosche del Crotonese. L’indagine svolta, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha permesso di svelare le nuove alleanze, i nuovi equilibri che si sono venuti a creare o che si stavano creando all’interno del comprensorio, ma soprattutto ha fatto emergere le nuove tensioni che, dopo i numerosi arresti operati, stavano emergendo dettati dalla volontà di imporre il proprio potere e controllo sul territorio. In particolare sono emersi due fronti contrapposti, da un lato i Capicchiano, con a capo Salvatore Capicchiano, desiderosi di affermare il loro monopolio nella gestione del settore delle gioco illegale mediante l’imposizione e la gestione delle loro slot machine in diversi bar ed esercizi commerciali, dall’altro i Nicoscia con al vertice Antonio Nicoscia Antonio, figlio di Pasquale alias Macchietta, i Manfredi e i Gentile non concordi su tale esclusività. La conseguenza di questi attriti è stata un’escalation di violenza che ha visto entrambe le parti contrapposte in diverse occasioni ipotizzare di pianificare degli omicidi ai danni della fazione opposta sventati dall’intervento della polizia. Ed è stata proprio la pianificazione degli omicidi a portare all’accelerazione dell’indagine con l’adozione dei provvedimenti.

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