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Operazione “Transilvania”: dall’adescamento al ricatto, la banda approfittava di anziani soli o vulnerabili

In tutto ci sono 59 indagati. Sedici le persone arrestate, 15 le vittime di età compresa tra i 70 ed i 90 anni Scritto da: REDAZIONE

Quindici vittime almeno, quasi tutti anziani soli. Che venivano prima circuiti e poi ricattati da una banda con il vertice in Romania e la base operativa in Italia, tra i comuni di Bianco e Melito di Porto Salvo, con articolazioni anche nei comuni di Siderno, Rosarno, Bovalino, Reggio Calabria e Milazzo. L’associazione a delinquere scoperta nell’operazione “Transilvania” avrebbe fatto capo a due coniugi originari di Bistrita-Nasaud, in Romania, e come “braccio operativo” avrebbe avuto giovani donne incaricate  di selezionare le vittime, avvicinarle e circuirle per poi chiedere loro dei soldi; a volte anche con modalità estorsive o violente.

L’operazione (che ha portato all’arresto di 16 persone) è partita dalla denuncia di un anziano originario della Locride, che ha raccontato ai Carabinieri  di essere stato circuito da una giovane donna rumena che, fingendosi innamorata di lui, lo aveva indotto a consegnarle 20mila euro nell’arco di un anno, attraverso dazioni dirette di contante o “Money Transfer” all’estero. I carabinieri hanno pensato subito alla possibile esistenza di una banda organizzata, ed hanno approfondito le indagini, arrivando a rivelare l’esistenza di questa organizzazione, che approfittava di anziani soli o in condizioni di debolezza.

Il primo approccio avveniva con la scusa di vendere oggettistica di esiguo valore; quindi seguiva l’adescamento vero e proprio  nel corso della quale le giovani si fingevano innamorate, e chiedevano denaro col pretesto di problemi familiari o di salute dei propri cari rimasti nel Paese d’origine. I soldi venivano intascati direttamente da queste donne, oppure versati ai vertici della banda in Romania. Se gli anziani si accorgevano della truffa, si ricorreva allora al ricatto o alle minacce.  Gli inquirenti ipotizzano il reato di estorsione perché alcune vittime venivano indotte a proseguire nei pagamenti dietro la minaccia di rivelare la relazione clandestina ai familiari.

In un caso due donne dell’organizzazione sono state condannate per aver commesso una rapina ai danni di un 77enne che avevano precedentemente circuito, e al quale avevano somministrato una dose quasi letale di valium, causandogli due infarti. In un altro episodio un uomo quasi novantenne era stato condotto in un’abitazione privata in uso alla propria adescatrice, dando così il tempo ai complici della donna di sottrargli il portafoglio dall’autovettura.

Secondo gli investigatori, i proventi illeciti raccolti dagli indagati sarebbero circa un milione di euro, di cui 179mila euro sarebbero stati tracciati, mediante il trasferimento in Romania. Una volta estorto il denaro agli anziani, infatti, gli indagati lo inviavano attraverso «Money transfer». Le complesse indagini dei carabinieri e dell’Europol sono consistite in accertamenti di natura finanziaria, intercettazioni telefoniche, videoriprese, audizione delle persone offese e di altre informate sui fatti.

Gli indagati sono complessivamente 59, ognuno con un compito ben definito all’interno della rete.

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