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Operazione Ultima spiaggia, 4 ordinanze contro la cosca Paviglianiti

Una “totale infiltrazione nel Comune di San Lorenzo”, che avrebbe permesso alla cosca Paviglianiti di “condizionare ed orientare ogni attività”, di alterare “il regolare svolgimento delle gare d’appalto bandite dal comune di san Lorenzo e Bagaladi”; di monopolizzare “le attività imprenditoriali attraverso il controllo delle imprese locali”.

Scaturiscono dalla sentenza di condanna emessa il 30 novembre 2016, in seguito all’operazione “Ultima spiaggia”, le quattro ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina dai Carabinieri di Reggio Calabria nei confronti di Natale Paviglianiti (cl. ‘70), Antonino Pannuti (cl. ‘67), Francesco Leone (cl. ‘87) e Rocco Giovanni Maesano (cl. ‘47).

Paviglianiti, che era già detenuto in carcere, è ritenuto reggente dell’omonima cosca che opera tra San Lorenzo, Bagaladi e territori limitrofi; era stato condannato a 18 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso. Dello stesso reato erano accusati Pannuti e Leone (quest’ultimo anch’esso già detenuto), ritenuti appartenenti alla medesima cosca e condannati a 12 anni.

Maesano, che invece è ai domiciliari, risponde di concorso esterno nella consorteria Paviglianiti, illecita concorrenza e estorsione, questi ultimi reati aggravati dalla metodologia mafiosa; il Tribunale di Reggio Calabria lo aveva condannato a 14 anni di reclusione.

Secondo le accuse Maesano, nella sua qualità di responsabile dell’Area Economico-finanziaria dei Comuni di Bagaladi e San Lorenzo, era considerato pubblico amministratore di riferimento dell’associazione mafiosa.

L’operazione “Ultima spiaggia”, condotta dal Comando provinciale di Reggio Calabria nel 2014, aveva accertato come “il comprensorio dei Comuni di San Lorenzo e Bagaladi fosse sottoposto al pervasivo controllo della cosca Paviglianiti; le indagini hanno infatti consentito di documentare come la cosca, oltre a controllare un cospicuo traffico di sostanze stupefacenti, avesse realizzato una totale infiltrazione nel Comune di San Lorenzo, riuscendone a condizionare ed orientare ogni attività”. Le investigazioni hanno permesso di “accertare che l’organizzazione criminale, con strumenti, condotte e dinamiche tipiche e consolidate della criminalità organizzata ha condizionato, con il supporto di imprenditori (alcuni dei quali ritenuti affiliati alla cosca) e con la connivenza di pubblici amministratori locali, il regolare svolgimento delle gare d’appalto bandite dal comune di san Lorenzo e Bagaladi”. Avrebbe anche “monopolizzato le attività imprenditoriali nel settore commerciale attraverso il controllo delle imprese locali; riuscendo, più in generale, a condizionare le attività produttive”. E infine “gestito il traffico di stupefacenti, unitamente ad esponenti di altri sodalizi criminali”.

Le ordinanze, emesse dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, sono state eseguite dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria assieme a militari del 14° Battaglione Calabria. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni a carico di soggetti ritenuti affiliati o vicini alla stessa consorteria criminale che hanno visto impegnati un considerevole numero di militari dell’Arma dei Carabinieri.

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