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Ora Fratelli d’Italia abbia il coraggio politico di correre da sola. La Calabria e i suoi drammi non possono essere trattati così!

Se il partito della Meloni non sta bene nel centrodestra, può risolvere il problema in un solo giorno: faccia dimettere assessori, presidenti e sindaci dalle Alpi alla Sicilia Scritto da: REDAZIONE

La Calabria non può diventare un terreno di scontro politico per ragioni che dipendono da dinamiche nazionali. Fratelli d’Italia, con la recente dichiarazione di Wanda Ferro quasi sicuramente approvata dalla leader Giorgia Meloni (che comunque non ha finora smentito, lo vedremo e ne prenderemo eventualmente atto), ha commesso un errore politico molto grave che relega la Calabria a mera “colonia” degli equilibri romani, a periferia acritica che rimane schiacciata dalle solite beghe che odorano di partitocrazia. No, non va bene. Non è giusto. Fratelli d’Italia aveva qualcosa da dire sulla sintesi raggiunta in Calabria dal centrodestra? Avrebbe dovuto farsi avanti prima e non partecipare, persino con un intervento diretto della leader Meloni, alla presentazione ufficiale di Roberto Occhiuto a presidente della Regione. Era presente, all’appuntamento in grande stile unitario tenuto in un noto albergo della Statale dei Due Mari, anche Wanda Ferro. Qualcosa da dire, forse, sulla designazione di Nino Spirli quale vice presidente in quota Lega visto che quasi sicuramente Fdi all’indomani del voto di ottobre peserà più del partito di Salvini? Anche questo passaggio, eventualmente, avrebbe dovuto essere consumato prima della presentazione ufficiale che siglò un patto politico rispetto al quale ora i Calabresi non si aspettano tentennamenti, ripensamenti, liturgie inaccettabili, bensì proposte di governo qualificate, risposte alle emergenze irrisolte, soluzioni per i drammi che continuano a colpire economia e mondo del lavoro.

Una grave errore politico da parte di Fratelli d’Italia che oggi, per coerenza, dovrebbe uscire dalla coalizione di centrodestra in Calabria e proporsi da sola al giudizio degli elettori. Sono d’accordo su questa soluzione tutti i dirigenti calabresi di Fratelli d’Italia? È d’accordo anche l’assessore regionale uscente Fausto Orsomarso? Wanda Ferro spieghi: che cosa c’entra la Calabria con i contrasti politici sorti a Roma tra i partiti del centrodestra? Perché la Calabria deve essere trattata così? Perché Fdi non esce dal centrodestra, in Calabria, e prova a vincere in solitudine? Riuscirà a comporre liste forti? Riuscirà a spiegare ai propri candidati di Reggio, Catanzaro e Cosenza che mentre stare in coalizione significherebbe, quasi sicuramente, eleggere da 4 a 6 consiglieri regionali, gareggiando da soli si potrebbe rischiare di non raccogliere neanche il quorum per far scattare un solo eletto? E poi, ribadiamolo: che cosa c’entrano con la Calabria gli eventuali problemi, su questioni romane o milanesi, sorti fra Berlusconi, Salvini e Meloni? Se la vedano tra loro. È questo il ruolo politico che Fdi pensa di assegnare alla Calabria? Non va bene. Lo si capisca fino in fondo che non va bene.

Se Fratelli d’Italia, dopo il no a Mario Draghi per un governo nazionale che sta salvando il Paese, intende con coerenza politica porsi all’opposizione anche nelle Regioni e nei Comuni della Penisola lo faccia subito. Basta un solo giorno. Si dimettano tutti gli assessori regionali e comunali, tutti i sindaci e presidenti sorretti da alleanze di centrodestra e Fdi, così come fa in Parlamento, si posizioni all’opposizione. Lo faccia con coraggio politico e con coerenza, e non, come pure si potrebbe immaginare, forse solo a parole e con il probabile intento di misurare di continuo gli equilibri di forza all’interno del centrodestra. Non è così? Lo si dica chiaro! Sbaglierebbero Forza Italia e Lega ad assecondare questo tipo di comportamento politico da parte di Fratelli d’Italia. Sarebbe meglio rispondere: “Non state bene nel centrodestra? Assumetevi le vostre responsabilità e passate all’opposizione, ovunque, dalle Alpi alla Sicilia”.
E in ogni caso la Calabria con tutte queste frizioni di stampo partitocratico non c’entra proprio nulla. In piena campagna elettorale, dai partiti che aspirano a governare la Regione il Popolo Calabrese si aspetta ragionamenti alti volti a cambiare le sorti di una terra che vive difficoltà enormi!

E si badi bene. Qui si sta parlando di politica e di passaggi politici. Nulla da dire sulle qualità di Wanda Ferro o di Giorgia Meloni. La politica pretende sempre riflessioni profonde, la politica è logica e pensiero, la politica è anche capire fino a che punto si può tirare la corda, ma anche come tirarla.

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