martedì, 25 giugno 2024

Patamia: «Il Castello di Crotone sarà bonificato e restituito alla collettività»

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Il Castello di Carlo V a Crotone sarà completamente bonificato dalla presenza di materiale radioattivo. Il funzionario del Segretariato regionale Salvatore Patamia ha descritto in una lunga nota lo stato delle cose, precisando che i lavori procedono in maniera anche abbastanza veloce. Ecco cosa scrive: «Come è noto, a seguito della segnalazione di presenza di materiali potenzialmente dannosi per la salute dei visitatori e dei lavoratori presso il Castello, il sindaco di Crotone ha immediatamente richiesto una consulenza all’Arpacal per accertare quanto segnalato in relazione allapresenza di materiali di colore grigio-celeste con forti analogie visive con la fosforite, minerale nocivo poiché contenente Uranio 238”.

Il 4 aprile in base alle misure radiometriche campali effettuate dall’Arpacal, nell’area interna del Castello sono stati registrati valori anomali di radioattività ambientale (hot spot) derivanti dalla presenza di metasilicati contenenti Tenorm. Come si evince dalla relazione della stessa Arpacal, Dipartimento provinciale di Crotone, “ci sono punti dell’area in cui la dose gamma risulta ad un metro di altezza, triplo del fondo radioattivo ambientale che nella città di Crotone è di 96 ÷ 110 nGy/h. La conferma di tale risultanza è stata evidenziata anche dalla misura a contatto in alcuni punti pari in media a 450 nGy/h e con il contaminametro superficiale che negli stessi punti segnava 50 colpi al secondo, circa 4 volte il fondo di contaminazione beta.  Per la maggior parte le anomalie individuate si registrano nella parte di superficie non pavimentata e più precisamente tra l’ex caserma Campana e l’ex caserma sotto Campana”. Lo stesso verbale riporta che “dato il riscontro oggettivo di tipo campale è necessario porre in essere, vista la fruibilità del sito da personale della popolazione e da lavoratori, ogni misura atta a contenere il rischio radiologico, considerata la presenza di anomalie radiometrica”.

Con Ordinanza n. 32 del 5 aprile il Sindaco del Comune di Crotone ha disposto di interdire l’accesso al pubblico dell’intera area del Castello, interessando della vicenda il Mibact proprietario dell’immobile storico, per il tramite della Soprintendenza competente e del Segretariato Regionale Mibact per la Calabria.

Peraltro, anche il Prefetto di Crotone con note prot. n. 7655 del 06/04/2018 e n. 8511 del 17/04/2018, chiedeva di conoscere le iniziative adottate per la risoluzione del problema. Il Prefetto, considerato che la problematica non è nuova nel territorio crotonese, ha opportunamente reso noto, con nota prot. 6040 del 15/03/2018, che il dipartimento Arpacal di Catanzaro aveva predisposto una sorta di Linea Guida recante “L’approccio metodologico – proposta di gestione di siti potenzialmente contaminati da Tenorm al di fuori dell’area perimetrale Sin” nella quale venivano indicate le procedure per la bonifica dei siti contaminati. In sintesi, la suddetta procedura, piuttosto complessa, prevede una serie di passaggi obbligati che consistono in una fase preliminare dove si nomina un esperto qualificato in radio protezione; l’esperto qualificato redige il documento di valutazione di dose per i lavoratori e per la popolazione per la fase di carotaggio; il Datore di lavoro comunica il DVRR-Documento Valutazione Rischio Radioprotezione agli Enti preposti e alla Prefettura; il datore di lavoro informa gli Enti preposti e la Prefettura in merito a: inizio attività, eventuali rifiuti prodotti, tipologia e smaltimento degli stessi. Al termine delle operazioni di cui sopra è prevista una seconda fase dove il Datore di lavoro propone alla Commissione Tecnica, nominata ai sensi dell’art. 126-bis del D. Lgs. N. 230/95, il Progetto di messa in sicurezza provvisoria o permanente e il Progetto di bonifica del sito.

In considerazione della complessità della questione, il Segretariato Regionale ha avocato a sé la procedura ed, in data 23 aprile, si è svolta la prima riunione operative presso l’Arpacal di Crotone ove la stessa Agenzia, in pieno spirito di collaborazione ha offerto decisivi suggerimenti in merito alla gestione della problematica secondo “l’approccio metodologico – proposta di gestione di siti potenzialmente contaminati da Tenorm al di fuori dell’area perimetrale SIN”.

A seguito di ciò, in data 2 maggio 2018 il Segretariato Regionale ha immediatamente dato impulso alle iniziative da intraprendere per avviare le necessarie attività di bonifica del sito. In particolare, vista anche la complessità e la specificità dell’intervento, è stata convocata una riunione con i funzionari e dirigenti Arpacal al fine di individuare le direttive da seguire per la bonifica coerenti con l’approccio metodologico di cui sopra, e al contempo ha avviato le procedure amministrative per il conferimento di incarico a un esperto qualificato di secondo grado in radioprotezione ai sensi dell’art. 78 del D. Lgs. N. 230 del 17/03/1995 per la redazione della documentazione tecnico scientifica propedeutica alla bonifica del sito.

L’area in questione, tra l’altro, l’8 maggio 2018 è stata visitata da un Ispettore Ministeriale, inviato a Crotone al fine di verificare in sito la problematica in atto.

Il 15 giugno, a seguito delle procedure previste dalla normativa vigente ed in particolare dal Codice dei Contratti Pubblici, è stato incaricato un esperto qualificato in radio protezione, al fine di redigere la documentazione tecnico scientifica necessaria alla bonifica.

Lo stesso professionista, dopo un apposito sopralluogo al Castello, ha constatato con propria strumentazione quanto già accertato da Arpacal e con documentazione acquisita agli atti con prot. n. 4795 del 09/07/2018, ha allegato, coerentemente con le Linee guida di sui sopra, uno specifico piano di indagine che prevede l’estrazione di n. 30 carotaggi (diametro di circa 85/100 mm e profondità pari a circa 2,50 su una superficie totale di 4.200 mq) per poi procedere, previa caratterizzazione ambientale alla redazione del progetto di bonifica.

Si ritiene utile evidenziare che il Professionista incaricato dal Segretariato ha rilevato nell’area circoscritta, di circa 4.200 mq, valori di ratei di dose pari a 400 nGy/H, superiori di circa quattro volte di quelli del fondo radioattivo ambientale che nella città di Crotone è di 96 – 100 nGy/h.

Le carote estratte verranno successivamente analizzate dal punto di vista chimico e radiologico al fine di potere stabilire le modalità di risanamento del sito.

Trattandosi di area sottoposta a tutela monumentale, il 20 luglio è stata inviata alla Soprintendenza competente la richiesta di autorizzazione ad effettuare le indagini ambientali (carotaggi) come sopra descritte.

Dal risultato di tali indagini scaturirà un progetto di bonifica corredato da una perizia di spesa che sarà oggetto di gara d’appalto».