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Pesca della sardella: è partito il progetto sperimentale della Regione

L'assessore Gianluca Gallo a Corigliano: "Nuove prospettive per il ritorno alla produzione di questo importante marcatore identitario"

“Quella di oggi è una giornata importante. Oggi potrebbero aprirsi nuove prospettive perché in un paio d’anni  si possa tornare a pescare la sardella in Calabria”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Gianluca Gallo, che ha voluto essere presente all’avvio della campagna sperimentale di pesca con la sciabica della sardella. Dal porto di Corigliano, infatti, hanno ufficialmente preso il via le attività legate al progetto, promosso dalla Regione e approvato dal Mipaaf, che riguarda il Tirreno meridionale e lo Ionio occidentale.

Il primo peschereccio a prendere il largo, il Sant’Antonio, è salpato dalle banchine del porto di Corigliano Rossano, presenti l’assessore Gallo, il direttore generale del dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, e il presidente del Gal “Borghi Marinari dello Jonio”, Cataldo Minò.

“Un’esperienza forte – ha commentato Gallo – una gioia grande, a veder tornare i nostri pescherecci a pescare la sardella, sia pur in via sperimentale per il momento. Il ministero, nelle settimane passate, ha approvato i nostri elaborati, consentendo così al dipartimento Agricoltura e Risorse agroalimentari, i cui uffici tanto si sono spesi per questo risultato, di procedere alla pubblicazione del bando di selezione delle barche idonee. È partita adesso la fase sperimentale a fini di studio, allo scopo di acquisire quei dati che contiamo possano condurre, nel giro di un anno, a consentire la pesca della sardella anche a fini commerciali, nel dovuto rispetto del necessario equilibrio tra la tutela dell’ecosistema marino e le esigenze economiche di una terra che proprio nella pesca ripone grandi aspettative in termini di crescita e sviluppo, tenendo così viva una tradizione storica che va preservata».

In particolare, la campagna sperimentale punterà a verificare tempi, luoghi e modalità di pesca, soprattutto in ordine alla composizione del pescato e della struttura demografica dei giovanili di sardina, protraendosi fino a marzo, in concomitanza con quello che era il periodo di pesca della sardella.

Per ognuna delle due aree si è proceduto alla selezione di sei unità da pesca commerciale, individuate tra quelle in possesso di una regolare autorizzazione di pesca del novellame di sardina rilasciata dal ministero durante le ultime stagioni di pesca (prima dell’entrata in vigore del regolamento mediterraneo n. 1967/2006), suddivise poi per ognuno dei porti/luoghi di sbarco calabresi e tutte dotate di log-books di pesca realizzati ad hoc, per registrare obbligatoriamente i quantitativi pescati ed il numero di cale effettuate (orario inizio-fine cala, area di pesca, dimensioni attrezzo).

Le attività programmate prenderanno il via gradualmente in questi giorni, come già a Corigliano Rossano, anche nei porti di Cariati, Cirò Marina, Catanzaro, Soverato, Roccella Jonica. Dalla settimana prossima, saranno interessati anche quelli di Reggio Calabria, Gioia Tauro, Vibo Valentia, Amantea, San Lucido, Cetraro.

Ai sensi della normativa vigente, tramite l’intervento del Flag di competenza, l’intero pescato della fase sperimentale sarà devoluto ad associazioni benefiche, come avvenuto per la sardella pescata nello Ionio sibarita, già consegnata all’istituto “Sacro Cuore” di Corigliano Rossano.

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