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Pesce sicuro sulle tavole italiane: controlli a tappeto sulla filiera dei prodotti ittici

Controlli serrati sulla media e grande distribuzione, a tutela del pescato Made in Italy, ma soprattutto dei consumatori finali. Assieme alla richiesta del mercato – che nonostante la pandemia da Coronavirus è sensibilmente aumentata come sempre accade in periodo natalizio – crescono anche i controlli sull’intera filiera dei prodotti ittici: sulla loro provenienza, sul modo in cui vengono trasportati e conservati, sul prezzo a cui vengono venduti.

Si tratta di una complessa operazione nazionale, messa in piedi dalla Guardia Costiera per limitare i rischi cui sono esposti i consumatori finali nell’acquisto di prodotti ittici che spesso arrivano dall’estero e talvolta vengono immessi sul mercato privi delle necessarie informazioni sul luogo di provenienza e in alcuni casi non idonei al consumo perché non rispondono ai parametri di qualità e genuinità previsto dalla legge.

Che le leggi italiane in tema di alimentazione siano tra le più rigide a tutela del consumatore è cosa nota. I controlli della Guardia costiera, dunque, servono anche a tutelare i pescatori ed i commercianti che queste leggi le rispettano, e che non è giusto abbiano concorrenza sleale da chi, invece, chiude un occhio e così facendo riesce a tenere i prezzi più bassi, ma a discapito di qualità e sicurezza.

L’operazione complessa “Frontiere tracciabili” – partita all’inizio di dicembre e prevista fino al termine delle festività – vede impegnati oltre 3mila uomini e donne della Guardia Costiera in una serie di mirati controlli lungo l’intera filiera ittica, concentrati soprattutto sulle grandi piattaforme logistiche di distribuzione, in cui viene accentrato anche il pescato proveniente dall’estero. A questi controlli si sono aggiunte le verifiche mirate sui punti di ingresso del pescato nel territorio italiano: porti e aeroporti, ma anche strade e autostrade. L’intento è verificare la rispondenza dei prodotti della pesca destinati al commercio ai requisiti di igiene, qualità e tracciabilità, garantendo tutte le informazioni necessarie ad attestare la loro provenienza legale.
I controlli, però, sono in corso anche nei luoghi della media distribuzione, perché accade spesso che – aumentando la richiesta – i prodotti ittici vengano venduti a prezzi maggiorati, consumando delle vere e proprie frodi a carico dei consumatori. Per non tacere di casi in cui le specie più pregiate in realtà si rivelano essere specie che per origine, provenienza e qualità differiscono da quando dichiarato al consumatore.
Un’operazione su larga scala, dunque, che ha lo scopo di assicurare la qualità del pescato che arriva sulle nostre tavole, garantendo i consumatori, ma anche tutelando le aziende ittiche locali che rispettano le regole.

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