venerdì, 19 aprile 2024

Pippo Lico, il marinaio calabrese innamorato della musica

Il cantante vibonese si è fermato sulla soglia della finale del talent show di Rai 1 The Voice Senior

immagine articolo Pippo Lico, il marinaio calabrese innamorato della musica

Proprio oggi ha compiuto 72 anni ma ascoltarlo, mentre canta o parla, è uguale, offre l’esatta misura dell’energia con la quale ha vissuto, dell’esigenza di continuare a fare progetti, dell’inesausto desiderio di non sprecare il tempo. Pippo Lico si è concesso due vite: nella prima era un ufficiale della marina mercantile, se qualcuno lo ricompensasse con un euro per ciascun miglio nautico percorso a bordo di petroliere e navi da carico sarebbe straricco. Quando, vent’anni fa, ha deciso di concedersi un’esistenza più stanziale (bello il mare, ma ad un certo punto…) ha preso forma la seconda, che comunque nella prima era già incastrata. Solo, ha avuto più tempo ed occasioni per alimentarla. Pippo (Filippo all’anagrafe), vibonese, ama la musica come nient’altro, famiglia a parte: ha fatto parte di alcuni gruppi, ha affiancato artisti affermati, facendo da supporter a Tiziana Rivale, a Fausto Leali, a Dori Ghezzi, che ha nel cuore anche perché capitava che ai concerti della cantante brianzola spuntassero Fabrizio De Andrè ed il suo sodale, Mauro Pagani. Una settimana fa, Pippo è arrivata alla soglia della finale della quarta edizione di The voice senior, il talent per cantanti ultrasessantenni condotto da Antonella Clerici che si concluderà il 5 aprile prossimo. Pippo, che era sotto l’ala di Arisa come coach, ha presentato ‘Guarda che luna’ di Fred Buscaglione, brano che gli si addice perché in possesso di un timbro vocale tendente al rauco, ma non per lo sforzo o le troppe sigarette (non fuma), ma perché naturalmente simile alle sonorità blues. Non a caso, nel suo Pantheon ci sono Ray Charles (a The Voice ha magistralmente interpretato ‘Georgia on my mind’), James Brown e Billy Joel. Nel suo repertorio, però, svettano i cantautori italiani: tutti quelli della scuola genovese (Lauzi è il preferito, Paoli, De Andrè e Tenco sullo stesso, nobilissimo piano), ma anche quelli che hanno cambiato la storia della nostra musica dai ’70 in poi, Dalla, De Gregori, Venditti, Baglioni. L’esperienza del talent di RaiUno non è stata un punto d’arrivo: più che il passato, è un ponte verso altri sogni, meno remoti ora che hanno imparato a conoscerlo anche fuori dai confini calabresi. Il mare del quale Pippo non può fare a meno è la musica.