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Pnrr, Occhiuto scrive a Draghi: «SS106 e porto di Gioia Tauro priorità per la Calabria»

Così il presidente della Regione a SkyTg24

«Ho scritto al presidente Draghi perché nel Pnrr non ci sono opere strategiche per la Calabria. C’è l’Alta velocità ferroviaria che è finanziata con il fondo complementare, ma che produrrà effetti dal 2030 in poi. Ma intanto abbiamo tante opere che sarebbe importante realizzare – a cominciare dalla strada statale 106 – che però non sono finanziate». Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “Start”, su SkyTg24. «Ho chiesto a Draghi di investire nelle opere strategiche per fare di questa bellissima Regione che governo un territorio capace di svilupparsi. Bisogna anche intervenire sul porto di Gioia Tauro che si è sviluppato quasi nell’inerzia della politica ed è diventato uno dei grandi porti del Mediterraneo. Sul porto insiste una zona franca che potrebbe attrarre grossi investimenti. Su tutto questo vorrei che il governo aiutasse la mia Regione svolgendo un’azione mirata verso grandi gruppi che potrebbero allocarsi presso questa grande infrastruttura e creare sviluppo».

«Mattarella in forma, non dovrà certo imparare a fare il presidente»

«Nell’incontro che i governatori hanno avuto con il Capo dello Stato, prima della sua rielezione, ho trovato il solito Mattarella, disponibile, cortese, equilibrato – prosegue Occhiuto a SkyTg24 – il presidente della Repubblica ha riconosciuto il ruolo che le Regioni hanno avuto nella difficile fase di contrasto alla pandemia. E ha sottolineato la grande importanza che ha per lui questo livello istituzionale. È stato molto rinfrancante sentire queste parole dal presidente Mattarella. Mi è parso in forma, certo sarà un presidente che non dovrà imparare a fare il presidente, dopo sette anni di mandato». «La vicenda dell’elezione del presidente della Repubblica ha inferto un colpo terribile alle leadership di tutti i partiti – continua Occhiuto – alcuni si sono comportati come i ragazzi che giocano a pallone, fanno disastri, e poi restituiscono il pallone a chi ce l’aveva prima, cioè a Mattarella. Purtroppo i partiti sono abituati a non scegliere, e la scorsa settimana, quando dovevano fare delle scelte hanno dimostrato la loro incapacità. Credo che il problema sia davvero complesso e difficile da risolvere, ma è necessaria una presa di coscienza da parte di tutti i partiti, perché altrimenti si genera un clima di delegittimazione nei confronti della politica nazionale che non fa bene a nessuno, soprattutto alle istituzioni». «Non sono felice del percorso che ha portato all’elezione di Mattarella – conclude il presidente della Regione – sicuramente lo sono per la sua rielezione, perché il Capo dello Stato è un garante, dotato di grande equilibrio istituzionale. E lo ha dimostrato in questi sette anni. Ma, ripeto, il modo in cui si è arrivati a eleggerlo dimostra che esiste un’incapacità dei partiti a produrre il cambiamento, e forse c’è un’incapacità del sistema politico nazionale a interpretare le nuove fratture che vediamo nella società».

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