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Politica calabrese ed elezioni regionali, i tradizionali schieramenti fanno solo gli interessi di Roma!

Lega isolata con il fallimento politico di Spirì. Irto e Occhiuto chiamati a unire i riformisti senza schemi precostituiti. Alleanze da rivedere Scritto da:

Per la Calabria le tradizionali coalizioni di centrodestra e di centrosinistra sono solo un giogo dal quale liberarsi al più presto. Sono una trappola, un recinto entro il quale sguazzano solo i poteri romani, con i loro interessi politici. E non diciamo altro. Le forzature sul fronte delle alleanze, che costringono a stare insieme forze non omogenee, e personalità non affini, sono solo un giogo che conviene a Roma e non alla Calabria.
La Calabria avrebbe più che mai bisogno di affrancarsi dai poteri politici romani e di raccogliere, in una coalizione seria, coesa, forte, credibile, sana, il meglio della politica riformatrice regionale, senza steccati ideologici che non servono più a nulla. A Roma il governo guidato da Mario Draghi è stata una svolta rispetto al falso bipolarismo degli anni scorsi. Perché non dovrebbe essere sperimentata qualcosa del genere in Calabria? Nicola Irto, Roberto Occhiuto ed altre personalità capaci avrebbero tutte le caratteristiche per raccogliere attorno a sé energie positive, speranze, voglia di fare. Senza aspettare i diktat romani che considerano la Calabria, lo sanno tutti, “un problema”.
Immaginate per un attimo questo schema politico. La Lega isolata sulla figura di Nino Spirlì, autore di un fallimento politico senza precedenti. Matteo Salvini sarebbe così chiamato a bere fino in fondo il calice che ha voluto: presenti Spirlì al giudizio dei calabresi, da solo, e vediamo se la Lega eleggerà anche un solo consigliere regionale! Al contempo il centrosinistra che vede in Nicola Irto una risorsa faccia un appello a tutto il riformismo calabro, anche precedentemente ancorato a coalizioni di centrodestra di fatto disomogenee. Sarebbe utile, una scelta di questo tipo, per isolare frange di movimentismo demagogico, in parte ideologizzato, che sono un danno politico grave per una Calabria che ha bisogno solo di guardare alla voglia di fare bene. Giorgia Meloni avrebbe un’occasione d’oro per smarcarsi da un ruolo di leader della destra che, anche a livello nazionale, non la porterà mai da nessuna parte. Nell’Europa liberata dagli Americani durante la Seconda Guerra Mondiale non c’è spazio per una destra neanche lontanamente nostalgica o para-nostalgica. La “destra” in Europa non esiste: è un dato storico. C’è spazio, invece, per un conservatorismo responsabile, treno questo che Matteo Salvini si è lasciato quasi irrimediabilmente sfuggire. E un conservatorismo sano e responsabile, com’è accaduto in Germania, dialoga e governa con forze politiche animate dallo stesso spirito. La Meloni è chiamata a non commettere lo stesso errore di Salvini, che dopo aver tentato di trasformare la Lega in un partito nazionale, si ritroverà alla fine una Lega ridimensionata e spaccata politicamente in due.
La Calabria in vista delle prossime regionali potrebbe svolgere il ruolo di laboratorio politico nazionale. I finti e consumati schieramenti di centrosinistra e di centrodestra non servono alla crescita della Calabria ma solo a una politica vista come potere. La Calabria si liberi delle catene politiche romane che non la faranno crescere mai! (N. Ed.)

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