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Politica, chi ha votato Lega in Calabria vuole un cambiamento reale

Coronavirus e sanità regionale, Rauti ha posto la questione del ruolo dei privati Scritto da:

(da sx: Cristian Invernizzi, Walter Rauti)

Chi ha votato Lega in Calabria vuole un cambiamento reale: è questo il senso del ragionamento politico che i vertici del Carroccio regionale stanno sostenendo ad ogni livello. Anche in riferimento alla trattativa politica in corso con la Presidente della Regione, Jole Santelli, la Lega è attestata sul richiedere il massimo riconoscimento per una forza leader ormai radicata in Calabria e che intende essere fattore di rinnovamento rispetto alle logiche del passato. Un passato carico di emergenze, di limiti, di danni alla cosa pubblica, di mancato raggiungimento di obiettivi nei più svariati comparti dell’amministrazione. Non un’ordinaria ricerca di poltrone e di spazi di gestione del potere, quindi, ma un ragionamento finalizzato ad ottenere strumenti idonei per esercitare appieno il mandato ricevuto dal popolo. Qualsivoglia ruolo la Lega accetterà di svolgere a livello regionale in Calabria, lo spirito sarà sempre quello dell’adeguamento ai modelli di buongoverno che i territori governati dal partito di Matteo Salvini stanno esprimendo ormai da anni e con il sempre più convinto riconoscimento da parte degli elettori. Su questo fronte il segretario regionale Cristian Invernizzi, costretto a risiedere in Lombardia a causa dell’emergenza Coronavirus, ma coadiuvato dal vice responsabile nazionale Enti Locali del partito, Walter Rauti, presente in Calabria, non ha alcuna voglia di recedere, di cambiare idea, di adeguarsi a logiche che vengono rifiutate concettualmente.

Lo stesso Rauti, proprio in questi giorni, è stato protagonista di una significativa dichiarazione sul tema della sanità, uno dei drammi più evidenti di una storia di malgoverno e di disservizi tutta calabrese, che fa pagare prezzi pesanti ai cittadini ed ai lavoratori in termini di qualità della vita. Sul proprio profilo Facebook il vice responsabile nazionale Enti Locali della Lega, è stato chiarissimo. “Non si può rimanere immobili – ha affermato Rauti – di fronte al rischio che le persone si ammalino e non ci siano sufficienti posti in reparti specializzati e terapie intensive a causa dei tagli e delle ruberie del passato. Non ci si può arrendere all’inevitabile e mentre il pubblico si organizza, si deve chiedere a tutti di fare la propria parte, a partire dalle strutture sanitarie private, che hanno goduto di ottima salute economica grazie ai finanziamenti, spesso salvate a ripetizione nelle loro crisi economiche. Adesso è il momento di contribuire evitando però che una crisi diventi motivo e occasione per speculare sull’emergenza come è accaduto per altri settori dopo i vari terremoti”.

“Non possiamo permetterci – ha aggiunto il dirigente della Lega – di non provare a fare tutto questo, perché il tempo è poco e l’emergenza cresce. Si dice che in Calabria non si possano toccare certi interessi, che chi tocca la sanità privata si brucia, diventa il nemico pubblico numero uno della politica e della stampa amica. Non ci voglio credere, né ci voglio pensare perché in questo momento l’emergenza è altrove e le priorità sono altre. Continuiamo a lavorare, le polemiche sterili e inopportune danno il metro umano di chi le fa. È più importante pensare alle gente piuttosto che alla Giunta. Forse non per tutti però”.

Il tema della sanità è quindi nevralgico per la Lega calabrese, nella piena consapevolezza che si possa scrivere la parola fine rispetto a tutte le distorsioni, gli sperperi e le colpevoli aggressioni alla spesa pubblica, che ampio riverbero hanno avuto in diverse inchieste giudiziarie. Per la Lega la Calabria ha il dovere di cambiare, di svoltare, di immettersi sul binario del buongoverno, abbandonando logiche stantie fatte di clientele, di asservimento agli interessi di poche potenti lobby, di assalto alla cosa pubblica. Su questo fronte la Lega è unità e coesa, ed ogni eventuale tentativo di coinvolgerla o piegarla a metodi di un passato da dimenticare, si fa sapere, verranno respinti con la massima determinazione.

A proposito di emergenza Coronavirus e Piano Sanitario, pare che Walter Rauti, ponendosi responsabilmente il problema dell’imminente potenziale insufficienza dei posti di terapia intensiva, abbia fatto presente alla Regione la necessità di imporre alle cliniche private di fare la loro parte, senza alcuna forma di indennizzo né tantomeno di eventuale tacito rinnovo. Una posizione, quella della Lega, poco ascoltata e non recepita, e molto probabilmente all’origine di un primo strisciante scontro politico che andrà monitorato nei prossimi giorni. Tale contesto spiegherebbe anche il citato post di Walter Rauti su Facebook, soprattutto nella parte in cui lo stesso afferma: “Si dice che in Calabria non si possano toccare certi interessi”.

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