mercoledì, 24 luglio 2024

Ponte sullo Stretto, Salvini: «Apertura cantieri sarà evento mondiale»

Così il ministro delle Infrastrutture intervenuto ad un convegno organizzato dall'Università di Reggio Calabria e dall'Ordine provinciale degli Ingegneri

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“L’apertura dei cantieri per la realizzazione del Ponte sullo Stretto nel 2024 sarà un evento mondiale. E molti, da ogni parte del mondo saranno attratti dal ponte più lungo, più innovativo, più sostenibile del mondo”. Lo ha detto Matteo Salvini intervenendo in video collegamento, al convegno “Palermo-Helsinki: il corridoio con il Ponte sullo Stretto per lo sviluppo sostenibile del Mezzogiorno d’Europa”, organizzato dall’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria e dall’Ordine provinciale degli Ingegneri. All’incontro partecipano in presenza il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il presidente di Rfi Dario Lo Bosco e l’amministratore delegato della Società Stretto di Messina Pietro Ciucci. “Il ponte – ha aggiunto Salvini – da solo non significa nulla. Sarebbe semplicemente una straordinaria opera di ingegneria. È chiaro però che, con gli altri investimenti sulla rete stradale e ferroviaria di Sicilia e Calabria, non avere il ponte sarebbe un suicidio economico ed ambientale. Non si tratta solo di un’opera ponte ma ci sono anche decine di chilometri di reti stradali e ferroviarie. E il ruolo dei sindaci, al di là di ogni colore politico, sarà fondamentale perché ciascun territorio comprenda e accompagni la realizzazione del ponte”. Per il ministro “si tratta di un’opera straordinaria. E ringrazio chi ci ha lavorato negli anni passati e chi ci sta lavorando in questi mesi e questi giorni. Tutti gli studi passati hanno certificato la riduzione di emissioni di Co2. Il ponte non lo fa Salvini. Non è il ponte di Salvini. Il ponte è degli italiani. Porterà sviluppo. Porterà lavoro in due terre come Calabria e Sicilia. Un’opera che impegnerà importanti professionisti, e consentirà a tanti artigiani, a tanti operai – ha sostenuto ancora Salvini – di rimanere qua. Il ponte è anche un diritto alla continuità territoriale per milioni di italiani. Ci sono migliaia di pendolari che quotidianamente vanno avanti-indietro, per motivi di studio, di lavoro, di svago, e di salute. Sarà un acceleratore di sviluppo, che porterà lavoro, benessere, sviluppo e soprattutto speranza”.

Occhiuto: «La Calabria ha fatto la sua parte sul ponte»

“Non ho avuto alcuna esitazione nel confermare il mio impegno al ministro Salvini di utilizzare i Fondi Fsc per la realizzazione del ponte sullo Stretto”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto intervenendo da remoto al convegno. “Partecipare al finanziamento di una così importante opera pubblica con il 2% del costo del ponte – ha aggiunto Occhiuto – per la Calabria, che ha già avuto 3 miliardi per la statale 106 e 900 milioni per la A2, se i lavori del ponte procederanno come tutti quanti ci aspettiamo, è sicuramente un grandissimo investimento”. “La Calabria ha partecipato in misura minore – ha detto ancora Occhiuto – rispetto alla Sicilia, per la proporzionale consistenza delle risorse Fsc. Io sono convinto di aver fatto la cosa giusta e sono peraltro convinto di aver fatto quello che era doveroso fare nei confronti di un Governo che sta investendo sul Ponte sullo Stretto come mai si era fatto prima e nei confronti di un ministro che non è, né calabrese, né siciliano, che nessuno si aspettava sposasse con tanta passione, con tanta determinazione questo progetto. Ciascuno deve fare il suo e la Calabria è orgogliosa di aver fatto la sua parte”.

Salini: «Ponte sullo Stretto opera che serve al Paese intero»

Il corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, che va da Helsinki a Palermo, è un “asse nord-sud cruciale per l’economia del continente e passa per lo Stretto di Messina”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini. “L’alta velocità ferroviaria – aggiunge – deve rappresentare la priorità per il Sud Italia, con il Ponte sullo Stretto naturale collegamento tra alta velocità fino a Reggio Calabria e linee ferroviarie siciliane. Il Ponte sullo Stretto è un’opera che serve al Paese intero, e rappresenterà la più grande opera d’ingegneria mai costruita nel settore dei ponti di cui l’Italia sarà fiera”. “Per essere competitivi nel settore delle infrastrutture è prima di tutto necessario investire in formazione per la creazione di competenze anche per persone provenienti da altri settori – ha proseguito Salini. “Per questo – aggiunge – abbiamo lanciato il programma Cantiere Lavoro Italia. Nel prossimo triennio Webuild assumerà in Italia 10.000 persone, l’88% al Sud. Stiamo attivando centri avanzati di addestramento nel sud Italia perché abbiamo bisogno di professionalità qualificate anche per applicare strumenti e processi innovativi nelle fasi di costruzione. Serve attrarre risorse verso il settore, per sostenere la crescita del Paese. Webuild è oggi un gruppo che dà lavoro a 85.000 persone, tra personale diretto e di terzi, con una età media di 38 anni e il 45% delle risorse under 35”. “L’Italia deve diventare hub strategico del Mediterraneo, sempre più centrale negli scambi globali con investimenti in infrastrutture in grado di creare occupazione, competenze e attrazione di talenti. Per disegnare l’Italia competitiva dei prossimi 30 anni abbiamo oggi bisogno di uno sforzo corale tra pubblica amministrazione, imprese, e università, perché è questo il sistema integrato che alimenta legalità, trasparenza, sicurezza e sviluppo” – ha dichiarato l’amministratore delegato di Webuild. “Il progetto di potenziamento infrastrutturale del Paese, continua Salini, deve partire dal Sud”. “Nei nostri progetti in corso in Italia – aggiunge – sono state coinvolte 10.500 aziende, che lavorano con noi in Italia e all’estero, ampliando così anche il loro export. Dopo anni di immobilismo sono ripartiti gli investimenti infrastrutturali anche nel Sud Italia, dove Webuild ha in corso 19 progetti. Dall’alta velocità che, dopo la tratta Napoli-Bari, è destinata ad arrivare fino in Calabria, all’alta capacità sulla direttrice Palermo-Catania-Messina. Nei nostri progetti al Sud sono state coinvolte 3.900 imprese della filiera e 4.700 persone, tra personale diretto e di terzi, su un totale in Italia di 16.500 persone al lavoro in 31 grandi progetti infrastrutturali”.

Rixi: «Ponte Stretto deve essere opera condivisa dal Paese»

“Quello di oggi è stato un incontro utile e positivo per far capire a tutti che un’opera come il ponte sullo Stretto non può essere un’imposizione, ma dev’essere condivisa da un territorio e da un Paese”. Lo ha detto il vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, concludendo il convegno . “Qui è stato citata una tragedia – ha aggiunto Rixi – che ha riguardato la mia città, Genova, con il crollo del ponte Morandi. In quel momento si è mosso l’intero Paese. Bisogna che l’intero Paese non si muova solo dopo le tragedie, ma si muova per prevenirle e spingere i giovani a credere che in Italia si possano realizzare grandi sogni. Abbiamo una grande capacità ingegneristica. È un peccato vedere tanti nostri giovani ingegneri lasciare l’Italia per andare a lavorare in altre aree geografiche”. “Oggi abbiamo la possibilità – ha sostenuto ancora il vice ministro – di infrastrutturare il Mezzogiorno; di cambiare un paradigma importante. Questa non è l’opera più importante che realizzeremo, ma simbolicamente la più importante perché darà luce ad un lato in cui per non tanto tempo si è mai posata l’attenzione del mondo, il Sud Italia, il centro del Mediterraneo, il mare che è croce e delizia per il nostro Paese, più trafficato a livello mondiale, ma anche più agitato da un punto di vista geopolitico. È un mare che però, per noi, è fondamentale. Il Sud Italia è un trampolino per l’economia italiana, per guardare al Nord Africa, per pensare in futuro di poter investire in quei Paesi, per dimostrare che qua possiamo fare investimenti, possiamo gestire anche problemi legati alla criminalità, utilizzando dei protocolli di sicurezza esemplari e garantire così la trasparenza dei processi e la sicurezza per chi vuole investire in questo territorio e far vedere che lo Stato c’è, è presente e crede nel Sud”. “Questo – ha detto il vice ministro Rixi – è un cambio di paradigma perché fino ad oggi si sono raccontate tante cose, ma la verità è che dopo la realizzazione dell’Autostrada, nel Sud sono state fatte poche cose”. Rixi ha rivolto parole di apprezzamento per il coinvolgimento degli ordini professionali nel ragionamento della realizzazione del ponte sullo Stretto e delle opere che lo affiancano. “I semi crescono e germogliano – ha sostenuto ancora – solo se c’è una condizione ambientale che gli consenta di svilupparsi. Se uno semina nel deserto non otterrà nulla. Mi sembra che ci sia un clima che va sostenuto. Non mancheranno momenti di difficoltà, perché quando si apre un cantiere così importante è naturale immaginare di dover affrontare dei problemi, ma se ci convinciamo tutti quanti che questa cosa sia importante, dobbiamo trovare delle soluzioni. Non dobbiamo dire dei no. Perché il Paese deve andare avanti, deve continuare a crescere. Perché noi siamo un grande Paese e abbiamo bisogno di dare un grande futuro ed una grande credibilità ai nostri giovani”.

Ciucci: «Imminente approvazione progetto definitivo ponte»

“E’ ormai imminente l’approvazione del progetto definitivo del ponte e il conseguente avvio delle procedure relative agli espropri dei terreni sui quali sorgerà il ponte sullo Stretto e le opere annesse. Il nostro obiettivo è molto impegnativo, difficile, ma resta quello di avviare i primi lavori di realizzazione nell’estate 2024”. Lo ha detto Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società “Stretto di Messina”, a margine del convegno. “Il progetto è importante, complesso – ha aggiunto Ciucci – perché non prevede soltanto l’attraversamento dello Stretto, e già questo basterebbe, ma prevede la costruzione di nuovi 40 chilometri di tracciato stradale, autostradale e ferroviario, per la maggior parte, più del 90%, in galleria. Di cantieri ce ne saranno più di uno. Approveremo, con la relazione del progettista, e quindi l’aggiornamento del progetto, le operazioni preliminari in modo da essere pronto per l’avvio della fase operativa riguardante gli espropri”. “Ero ottimista ieri, e resto ottimista oggi – ha sostenuto l’ad della “Stretto di Messina” – e al convengo di oggi ho registrato una convergenza di valutazioni, tutte positive, su quest’opera. Non tanto come grande opera infrastrutturale, grande progetto tecnico, ma come elemento di sviluppo, per le ricadute che può determinare, con il cambiamento del sistema e delle modalità di sviluppo di quest’area. Ho sentito con molto piacere le considerazioni del presidente calabrese Roberto Occhiuto, che sotto questo aspetto è stato particolarmente incisivo e propositivo. Esco da questo incontro con rinnovato ottimismo”. “Abbiamo fatto molto – ha detto ancora Ciucci – in questi pochi mesi di ripartenza del progetto, ma dobbiamo fare ancora tantissime cose e dobbiamo vincere questo impegno e questa scommessa, di avviare entro l’estate 2024 i primi lavori del ponte. Quella è la vera scommessa, l’obiettivo a cui stiamo lavorando”.