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Post su Fb contro forze dell’ordine e giornalisti, candidato escluso da lista per le comunali

Inneggiava contro le forze dell’ordine e i giornalisti nel gruppo Facebook fondato da Emanuele Mancuso, figlio del boss Pantaleone, alias “L’ingegnere”, poi chiuso dalla Polizia postale a seguito di una serie di segnalazioni. Per questa ragione Pino Marasco, candidato sindaco di Nicotera, ha espulso dalla sua lista elettorale Alex Cocciolo, di 23 anni, in lizza per un posto da consigliere comunale nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale, sciolto per infiltrazioni mafiose.

Cocciolo, già denunciato per diffamazione e calunnia, era tra i più attivi all’interno del gruppo Facebook fondato da Mancuso, denominato “Intoccabili-Autorizzati a delinquere”, divenuto contenitore di attacchi alle forze dell’ordine e agli organi di stampa. A testimoniarlo sono alcuni screen-shot allegati alla denuncia che le persone offese hanno presentato ai carabinieri. Il gruppo Fb venne chiuso dalla Polizia postale dopo una serie di segnalazioni giunte alla Questura di Vibo Valentia. “Eravamo completamente all’oscuro – è detto in una nota diffusa dal gruppo politico che sostiene la candidatura a sindaco di Marasco – delle passate ed esecrabili attività del nostro candidato Cocciolo, al quale oggi chiediamo di ritenersi escluso dalla nostra lista e di astenersi dal condurre la campagna elettorale. Su questa vicenda non siamo dunque disposti a fare concessioni, né a farla passare sotto silenzio: per quanto ci riguarda, Cocciolo non fa più parte della nostra lista“. In un appello rivolto a tutti gli elettori, gli stessi sostenitori di Marasco chiedono “a tutti i nicoteresi di non considerarlo un componente di questa formazione politica e, di conseguenza, di non attribuirgli voti di preferenza alle prossime consultazioni elettorali. Tocca a noi – è scritto ancora nella nota – ripristinare una nuova agibilità politica da cui derivi la normalizzazione di istituzioni democratiche troppo spesso infangate da condotte sconsiderate e inaccettabili”

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