venerdì, 21 giugno 2024

Presentato il progetto della nuova piscina Coni di Crotone (VIDEO+FOTO)

Tanto vetro, legno e travertino, pensata per garantire una continuità visuale tra chi ne fruisce e chi la ammira, dal lungomare e dalla spiaggia

E pensare che c’era chi voleva tirarla giù per sempre, abbattendo con essa una parte della storia sportiva della città. A Crotone, la piscina Coni di via Cristoforo Colombo, la struttura a due passi dal mare che, tra il fausto 1958 quando vide la luce, ed il nefasto 2004, quando si mise fine ad ogni attività, ha allevato generazioni di nuotatori e pallanuotisti. 13 anni fa c’era anche stato un tentativo di ristrutturazione, morto però nella culla. Ieri, il sindaco Voce e l’assessore allo sport, Bossi, hanno presentato il progetto esecutivo che entro un paio d’anni dovrebbe consegnare alla città ed agli sport natatori una piscina gioiello, moderna, rispettosa degli standard ambientali, quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico, aspetto primario per la sostenibilità economica della gestione. La nuova struttura non comporterà costi a carico del bilancio comunale: i 320 mila euro del costo della progettazione derivano dal finanziamento ottenuto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito del bando Italia City branding, i 6 milioni e 200 mila euro per realizzare l’opera dai fondi del Cis Calabria. Entro due settimane verrà pubblicato il bando per aggiudicare i lavori che secondo la previsione più ottimistica dovrebbero partire all’inizio del 2024 e terminare 450 giorni dopo. Insomma, entro il 2026 Crotone potrebbe dotarsi di un impianto innovativo e dallo straordinario impatto estetico.

Vasca da 33 metri, concepita per la pallanuoto, tanto vetro, legno e travertino, pensata per garantire una continuità visuale tra chi ne fruisce e chi la ammira, dal lungomare e dalla spiaggia, apribile su tre lati, dotata di circa 150 pannelli fotovoltaici per alimentare i servizi ed immettere, nei mesi più caldi, che ormai sovrabbondano, energia in rete. Il progetto della Studio Settanta7 di Torino, ha badato ad una fruibilità costante dell’impianto per dare forma al quale l’idea creativa si è rifatta alle lampare dei pescatori: una lanterna che si riflette nel mare, come spiega l’architetto Domenico Esposito.