martedì, 28 maggio 2024

Presunti abusi sessuali su una 13enne: sospeso collaboratore scolastico

“Non dire niente, che m’attaccanu” - le ha detto dopo che l'avrebbe palpeggiata nei bagni di scuola

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di un 65enne, collaboratore scolastico di una scuola media di Taurianova, indagato per violenza sessuale aggravata su minorenne.

I fatti – riferisce una nota dell’Arma – risalgono al 2023, quando la vittima – una studentessa all’epoca tredicenne – frequentava l’ultimo anno di scuola media nel plesso scolastico in cui fa servizio l’indagato. Nel corso delle attività pomeridiane, l’uomo avrebbe dapprima iniziato a rivolgerle apprezzamenti non graditi, per poi iniziarla a seguire negli spostamenti lungo i corridoi. Dopo mesi di queste presunte molestie, l’uomo avrebbe approfittato di un momento di pausa dalle lezioni, per seguire la ragazzina all’interno dei bagni, bloccarne ogni via di fuga e palpeggiarla.

A dare il via alle indagini dei Carabinieri è stata la stessa studentessa che avrebbe confessato i presunti abusi di cui era stata vittima ai propri genitori e alle amiche più strette. Con il loro conforto, si è presentata alla Stazione Carabinieri di Taurianova, per riferire tutto ai militari. Immediata l’attivazione del Codice Rosso, la misura legislativa introdotta per garantire tempestività nella reazione delle forze dell’ordine e della magistratura davanti a reati di genere, come maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale.

A incidere sulle valutazioni effettuate dal Gip di Palmi è stato, tra le altre cose, il riscontro dato alle dichiarazioni della vittima da una registrazione audio che quest’ultima aveva fatto partire con il proprio cellulare, una volta accortasi di non essere in grado di sfuggire al proprio aggressore. La traccia vocale, che ripercorre quei terribili minuti, si conclude solo una volta che l’indagato la lascia da sola nei bagni, dopo averle intimato di serbare il silenzio sull’accaduto: “Non dire niente, mi raccomando, ca m’attaccanu”, non dire niente, mi raccomando, o mi arrestano.