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Presunti maltrattamenti malata Sla, le decisioni del Gip

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Il Gip di Catanzaro, Barbara Saccà, ha disposto la revoca degli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Rotundo, il medico coinvolto insieme ad altre otto operatori sanitari nell’inchiesta della Procura di Catanzaro sui presunti maltrattamenti ai danni di una paziente affetta da Sla ricoverata nel centro clinico “San Vitaliano” di Catanzaro. La decisione del Gip é stata presa in accoglimento dell’istanza presentata dei difensori del medico, gli avvocati Simona Scerbo e Francesco Iacopino, all’indomani dell’interrogatorio di garanzia, durato circa due ore, nel corso del quale il sanitario, rispondendo alle domande che gli erano state poste, aveva respinto le accuse contestategli. Il Giudice ha anche accolto le istanze presentate dagli avvocati Vincenzo Galeota e Vittoria Aversa, difensori della caposala Ester Caterina, e degli avvocati Francesco Galeota ed Enzo De Caro, legali di Rosu Denisia, operatrice socio-sanitaria, disponendo per le due operatrici la sostituzione degli arresti domiciliari con la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici e servizi. Nei confronti di altri due indagati, residenti a Cosenza, la misura degli arresti domiciliari é stata sostituita con quella dell’obbligo di dimora. “Si attenua non poco, dunque – hanno riferito i difensori delle persone coinvolte nell’inchiesta – il quadro cautelare nei confronti di alcuni indagati e, in particolare, nei confronti del dott. Giuseppe Rotundo che, per effetto della revoca disposta dal Gip, potrà riprendere da subito la propria attività lavorativa (attualmente è in servizio al Suem 118)”. “Insieme alla collega Simona Scerbo – ha detto l’avvocato Iacopino – esprimiamo viva soddisfazione per il provvedimento del Gip. Il dottore Giuseppe Rotundo è una persona perbene, un professionista medico saldamente ancorato ai principi deontologici dai quali mai si è discostato. Sebbene questa triste vicenda abbia sconvolto la sua vita, egli non ha mai perso la fiducia nella magistratura. Oggi, nel riappropriarsi della propria libertà, il dottore Rotundo è ancora più certo di poter dimostrare la propria innocenza poiché del tutto estraneo ai terribili fatti che gli sono stati addebitati”. (ANSA).

 

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