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Proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario dell’Asp di Crotone

Gravi carenze di personale e turni estenuanti, secondo i lavoratori, hanno ridotto la qualità delle prestazioni

Hanno dichiarato lo stato di agitazione le organizzazioni sindacali a sostegno dei lavoratori dell’Asp di Crotone, che questa mattina hanno denunciato, nel corso di un’assemblea presso l’ospedale San Giovanni di Dio, la grave carenza di personale sanitario, con conseguenti carichi di lavoro diventati, ormai, insopportabili. Istanze che più volte sono state poste all’attenzione della direzione generale, ma che sono rimaste inascoltate. “Purtroppo è diventato un muro di gomma, perché tutte le volte che ho provato a parlare con la direzione non è mai stata disponibile  al confronto. Abbiamo scritto e invitato molte volte, ma non ci sono mai state risposte – afferma Giampiero Mercurio, del sindacato degli infermieri Nursing Up -. L’invecchiamento della popolazione coincide con l’invecchiamento degli operatori professionali. Non solo, la nostra professionalità è andata avanti. Si vuole sopperire alla carenza di personale professionale con la privatizzazione, ma le spese che si affrontano per pagare qualcuno da privato sono almeno dieci volte quello che si affronterebbero se ci fosse una seria presa di posizione per l’assunzione di personale preparato e riqualificarlo. All’Asp di Crotone non si fa aggiornamento professionale da una vita. Si lavora con lavoratori che fanno turni illegali nel servizio di emergenza, il 118 è costretto a fare reperibilità e i turni gli consentono, anziché 52 riposi annuali, solo 32. Questo non va solo a discapito del lavoratore, ma soprattutto del cittadino, per questo ci piacerebbe che intervenissero anche le associazioni dei cittadini”. La carenza di personale ricade in maniera negativa sui servizi offerti dall’ospedale di Crotone, ribadisce Gaetano Papaleo, coordinatore provinciale Uil Fpl, oltre a turni insopportabili e “confusione di ruoli, con infermieri che si ritrovano a fare gli Oss o infermieri che si trovano a fare il medico. Ci sono ambulanze che fanno soccorso senza dentro il medico perchè non ce ne sono – aggiunge Papaleo -, insomma cosa gravissime che stiamo segnalando da anni, ma non succede niente”. All’ospedale di Crotone si reclamano ancora le indennità Covid: “Il personale sanitario – spiega Papaleo – ha lavorato e rischiato durante la pandemia e ora gli spetta il giusto riconoscimento. Purtroppo chi amministra la sanità qui ha fallito ed il più grande ospedale della Calabria resta la Lombardia”. Le carenze più gravi, quindi, si riscontrano al pronto soccorso, al 118 e nei reparti, secondo Franco Sarcone, segretario provinciale della Fials, al punto di aver “fatto rientrare a lavorare medici in pensione per sopperire a questa grave carenza

 

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