venerdì, 21 giugno 2024

Progetto “Antica Kroton”: aperto il cantiere dell’area Gravina

Per le operazioni di scavo - curate direttamente dal Comune di Crotone - sono stati investiti 710mila euro

Proseguono i lavori di “Antica Kroton”, il progetto di riscoperta archeologica della città pitagorica. Dopo l’apertura del cantiere del quartiere Acquabona, questa mattina è toccato all’area del liceo “Gravina”. Gli scavi – che rientrano nel cluster 3 del programma, appaltati alla società Hera Restauri per l’importo di 1 milione e 200mila euro dei quali 710mila solo per le operazione di scavo – saranno curati dal Comune di Crotone.

Nello specifico l’intervento che riguarda questa area prevede lavori di scavo e di restauro con l’obiettivo di valorizzare l’archeologia nascosta dalla stratificazione del nuovo tessuto urbano. Il sito archeologico, in questione, sarà inserito all’interno del circuito del parco archeologico urbano a rete della città ed interconnesso al percorso archeologico sospeso che sarà realizzato con l’intervento “fruibilità attraverso il vecchio tracciato della ferrovia Calabro – Lucana”

Nell’area Gravina è prevista la realizzazione e messa in opera di segnaletica e apposita cartellonistica descrittiva, informativa (multilingua) sia all’interno del sito che nelle principali arterie di collegamento, impianti di illuminazione ad alta efficienza che sfrutteranno energia rinnovabile ad alta efficienza concepito in maniera tale da facilitare la lettura dell’antico impianto abitativo, re-design urbano per la riqualificazione delle aree contigue al sito: quinte con finalità di mitigazione delle situazioni di degrado lungo i bordi.

Ed inoltre la realizzazione di una struttura di copertura a protezione dell’area compatibile con l’impianto delle antiche evidenze e che ne valorizzi le peculiarità costitutive e ne faciliti la lettura, realizzata con materiali non impattanti e potenzialmente reversibile, che coniughi in modo innovativo ma moderato, sicurezza, resa estetica, efficacia conservativa e funzionalità museografica e la realizzazione di impianto fotovoltaico, integrato alla copertura. Per questi interventi è prevista l’assistenza di archeologo durante le fasi di cantiere e della competente Soprintendenza con la quale verranno individuati nello specifico i singoli interventi.

Presenti all’apertura del cantiere il sindaco Vincenzo Voce, il dirigente dell’Unità Operativa Complessa Antica Kroton, il direttore dei lavori Giovanni Procopio, i funzionari dell’UOC Flora Spagnulo e Giuseppe Tarantino.

Senatore: «Conosceremo gli elementi urbani della Polis»

«Gravina – ha dichiarato Senatore ai microfoni di Video Calabria – prosegue le attività di scavo che sono iniziate con l’area di Acquabona. Gravina rappresenta il primo intervento dell’elemento di programma del quartiere centrale della Polis. La centralità di quest’area sarà quella di conoscere meglio come, urbanisticamente, la Polis si sviluppava all’interno della città. Rappresenta l’area limitrofa alla Polis: quindi, da qua capiremo meglio come la città si andava a estendere, e conoscere anche nel dettaglio gli elementi urbani su cui era stata costruita la Polis, probabilmente anche la città moderna. La tempistica del singolo intervento saranno 180 giorni dal momento in cui inizieranno i lavori – da oggi. E’ chiaro che tutto questo deve essere inserito nell’intero programma che prevederà gli interventi nel quartiere centrale; qui a fianco abbiamo l’intervento area Ariston, per proseguire poi attraverso un cammino di nastro narrante che proseguirà fino a Parco Pignera. In un certo senso si vuole creare un anello di racconto della città sperando che gli interventi archeologici saranno anche degli elementi molto valorizzanti di questo camminamento».

Voce: «I reperti torneranno alla luce»

«Il progetto va avanti – ha dichiarato Voce sempre alla nostra emittente – dobbiamo galoppare e dobbiamo recuperare un po’ del tempo che abbiamo perso. Però ci siamo. I progetti esecutivi li stiamo completando e stiamo avviando cantieri: fino a luglio li avvieremo praticamente tutti quanti. Progetti importanti di riqualificazione, di rigenerazione e soprattutto di valorizzazione. Questo è uno dei pochi nei quali l’amministrazione comunale curerà gli scavi, lavori per circa 1 milione e 200mila euro dei quali 700mila solo per gli scavi. Crotone sta diventando la terra degli archeologi. Da questa televisione invito gli archeologi a partecipare agli avvisi e ai bandi perché sono necessari». L’interrogativo che la comunità crotonese si è sempre posta è: si scaverà? Torneranno alla luce, finalmente, i reperti? «Certo che è così – ha dichiarato Voce a Video Calabria – ovviamente i nostri reperti archeologici sono sostanzialmente di origine greca, quindi non possiamo immaginare di trovare una nuova Pompei, ma gli scavi tipo quelli che sono sotto la BPER, giusto per per capirci. Il progetto dell’amministrazione comunale va proprio nella direzione della valorizzazione, della fruibilità di questi scavi archeologici che, mi auguro, porteremo alla luce»