lunedì, 12 ottobre 2026

Calabria e politica: il rinnovamento è l’unica medicina 

Il confronto politico calabrese langue. Sempre le stesse facce, tranne rare positive eccezioni, alla ricerca dell’ennesima poltrona. La Calabria ha una situazione economico-sociale vicina al collasso definitivo, tra autorevoli previsioni demografiche a dir poco allarmanti e livelli di disoccupazione che continuano a segnare record negativi, o quasi, a livello europeo. Ma la Calabria non è governata dai marziani, non è stata fatta prigioniera da forze aliene, ma è stata guidata da molte di quelle “facce” che sembrano ancora disposte a farsi avanti, a ricandidarsi, a riproporsi. Del resto se lo fa Mario Oliverio, che ha segnato una delle esperienze politiche più negative nella storia della Regione Calabria, gli altri diranno: posso farlo anch’io! Ecco quindi lo stanco ripetersi di interventi politici, o iniziative pubbliche, con in prima fila i soliti Sergio Abramo, Mario Occhiuto, Piero Aiello, tanto per fermarci al solo centrodestra. La situazione generale di Catanzaro è difficile, tanto per usare un eufemismo. Eppure Sergio Abramo è stato sindaco per quattro legislature ed ha anche tentato (perdendo) la scalata alla Regione, contro un Agazio Loiero che poi si dimostrò poco capace di risollevare le sorti della Calabria. Per carità , osserverà  qualcuno, Loiero è stato un “gigante” rispetto a Mario Oliverio che con i suoi metodi politici ha fatto compiere alla Calabria un passo indietro di decenni.  Non si comprende (o si fa finta di non comprendere) che la Calabria può immaginare di imboccare la strada della ripresa, della ricostruzione, della rigenerazione solo partendo da un rinnovamento profondo, vasto, articolato del ceto politico, a tutti i livelli. Per le Regionali sono circolati, ad esempio, anche i nomi di Wanda Ferro (stia in Parlamento e dimostri cosa sa fare!), e di altri personaggi che cavalcano da troppo tempo le scene della politica. Così non va. Servono nomi nuovi, progetti nuovi, metodi nuovi, idee potenti capaci di generare lo sviluppo che è mancato.
La lezione dura del 4 marzo non è stata metabolizzata e la vecchia politica spera di poter lucrare consensi sugli errori del Governo a guida Conte-Salvini-Di Maio. Non ci sperino neanche. Il Popolo è stanco, amareggiato, deluso e pronto a dare la propria fiducia solo a politici che non ha già sperimentato. A casa, a casa, tutti a casa. Trovatevi un bel lavoro (se non ne avete mai avuto uno) o ricominciate a fare ciò che avete abbandonato per regalarvi la vetrina politica. La Calabria ha bisogno di facce nuove!