Abbiamo ricevuto, in risposta al nostro articolo “Calabria e politica: il rinnovamento è l’unica medicina”, la gentile lettera di un nostro lettore “in risposta per avviare uno scambio di idee”. Un invito che accogliamo volentieri, convinti che il confronto sia una imprescindibile via di crescita. Solo per questo, e solo per questa volta, accettiamo però di pubblicare uno scritto di fatto anonimo. In una testata giornalistica gli articoli non firmati NON sono anonimi, bensì riconducibili a chi dirige la testata stessa. Cosa diversa vale per chi chiede di essere ospitato su quella testata: in quel caso, sì, si parla di anonimato.
In futuro, dunque, il nostro giornale sarà sempre felice di ospitare tutti coloro che intendono confrontarsi o contribuire. Purché abbiano un nome ed un cognome.
Calabria e politica: rinnovamento si! Ma senza menzogne!
Attoniti e basiti si rimane dalla lezione di politica regionale impartita con cotanto fervore dall’anonimo amico che, argutamente, aspira ad un totale rinnovamento della classe politica regionale come medicina “unica” per risolvere i mali della nostra amata Calabria. Ovviamente tessere le lodi dell’ex governatore Loiero, macchiando la reputazione degli attuali esponenti politici impegnati nella ricostruzione di questa terra è solo un dettaglio, ciò che conta è il principio. Facile ed onesto appare l’agguato ai vegliardi della politica regionale: Occhiuto, Abramo, Aiello, Oliverio, (aggiungerei Loiero) che, tra vetrine elettorali e tornate di convenienza hanno per troppo tempo usurpato con violenza la dignità dei Calabresi. Tuttavia, l’amico anonimo ha dimenticato (forse per deformazione partitica) il completo assenteismo del Movimento 5 stelle nella scena politica locale e dell’alleato leghista che, dopo aver conquistato i cuori ed i voti dell’elettorato, ha ben pensato di dimenticare le problematiche che affliggono la regione, preferendo, di gran lunga, una grandiosa operazione di marketing politico, figlia della migliore tradizione del più infimo e disperato calcio mercato. Sarà veramente questa la politica che cambierà la Calabria?! Non scherziamo! Sarebbe meglio evitare di parlare per “partito” preso, evitando di collazionare tutta la classe politica in un unico “elenco da cancellare”. Esistono esempi di politica sana e corretta, come ad esempio quelli rappresentati dall’On.Wanda Ferro, che non fanno altro che dimostrare come la programmazione sociale ed economica in Calabria sia possibile, al contrario dell’ammasso di lerciume ritrito che ci impone una certa politica oscurantista e ricondizionata. L’innovazione, secondo l’amico anonimo, deriva necessariamente dalla novità. Ma in una Calabria in crisi economica,commissariata, povera ed esclusa dall’Europa, chi ci dice che un tuffo “nell’ignoto assente” sia la soluzione migliore? A fronte di personalità politiche valide e sincere, come l’On.Ferro, che hanno speso la propria intera esistenza al servizio della popolazione Calabrese e del futuro di questa terra, meglio la vana speranza o la certezza di un rinnovamento?! Perchè non dovrei gioire nel veder candidata alla Presidenza della Regione una figura politica che sacrifica ogni giorno della sua vita per la nostra amata terra? Sicuramente il popolo è stanco ed amareggiato, certamente è necessario che una certa politica sporca ed inutile vada a casa senza osare di mostrarsi al popolo, ma, chi ha veramente donato la vita ai Calabresi, con costanza e virtù, a parere dello scrivente, merita di rappresentarli, nuova o vecchia che sia la sua faccia.
Se la Calabria sta male non è colpa dei Marziani!
Gentile lettore, ci lasci la gioia di immaginare un futuro diverso per una Calabria che non si riprende, che è sempre tra le ultime regioni d’Europa a giudicare dai principali indicatori socio-economici, che non è riuscita a guarire nessuna delle sue ataviche piaghe. Non è così? A chi attribuire colpe e responsabilità? Al fato cinico e baro? Ai Marziani? Non ci risultano invasioni aliene negli ultimi trent’anni, ma al contrario inossidabili presenze di autoctoni che tutto o quasi tutto hanno governato e/o gestito. Da quando il presidente della Regione viene eletto direttamente dal popolo la Calabria è sempre rimasta scontenta, delusa e mortificata nelle aspettative, ed ha reagito puntualmente mandando a casa, con rovinosi risultati elettorali, coloro i quali l’avevano governata. È successo al centrodestra con Giuseppe Chiaravalloti (stravinse Agazio Loiero contro Sergio Abramo); è accaduto al centrosinistra con Agazio Loiero (stravinse Giuseppe Scopelliti che batté il ricandidato esponente politico ex Dc); è capitato al centrodestra di Giuseppe Scopelliti (asfaltato da Mario Oliverio, ex parlamentare Pci, che sconfisse pesantemente Wanda Ferro). Per completare il quadretto non ci resta che immaginare chi sarà indicato per dare la giusta lezione politica ad un Mario Oliverio (già sindaco, già assessore regionale, già parlamentare, già presidente della Provincia di Cosenza, forse ricandidato alla guida del Decimo Piano) che nonostante la lunghissima esperienza si è reso protagonista, finora, di una performance tutta da dimenticare. Qualcuno pensa di opporgli Sergio Abramo o Wanda Ferro? Ma non hanno già dato? Abramo ha alle spalle quattro legislature da sindaco di Catanzaro, e una da consigliere regionale d’opposizione, durante la quale non pare abbia brillato per combattività politica. Wanda Ferro, che pure ha un lungo percorso politico-amministrativo alle spalle, è stata di recente eletta al Parlamento dove potrà ancora dimostrare tutto il proprio valore rendendosi magari protagonista di un’opposizione durissima al governo Lega-5Stelle, contro Salvini e contro Di Maio. Ci pare che, senza manifestare alcun pregiudizio, con la pesantissima sconfitta subita da Mario Oliverio l’on. Ferro alla Regione abbia già dato: 61,5% il vincente, 23,6% la perdente. Gli elettori calabresi si sono espressi, tenendo ovviamente conto, nei loro “sì” e “no”, anche delle alleanze che contornavano le rispettive leadership. Se no, appunto, ritorniamo al concetto dei Marziani! Lei è ovviamente libero di pensare il contrario. C’è chi crede, invece, e potenti segnali sono giunti lo scorso 4 marzo, che la Calabria abbia tanto bisogno di politiche e di facce nuove, di una straordinaria boccata d’ossigeno che mandi a casa tutto ciò che è già stato sperimentato senza risultati neanche sufficienti (gli elettori si sono sempre espressi confermando tale tesi). A Germaneto e a Palazzo Campanella serve aria nuova, basta con i soliti nomi! Ci sono ad esempio tanti giovanissimi, anche fra le file dei 5Stelle, dei movimenti civici o della sinistra non-Pd, che potrebbero dire la loro con enorme speranza di successo, intercettando la straordinaria voglia di cambiamento già ampiamente manifestata dal popolo calabrese.