“Io ho fatto un lavoro che ho interpretato come una missione: il magistrato. Sono stato fermato perché ho cercato troppo scrupolosamente di applicare i principi costituzionali in particolare l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. A distanza di soli 11 anni oggi anche il bollino delle Magistratura ha sancito che quelle inchieste mi furono scippate. La mia vita è cambiata, il mio lavoro da magistrato, la mia famiglia è stata devastata. Non si saprà mai nel paese dove stavo arrivando”. Lo ha detto Luigi De Magistris nel corso di un convengo alla Biblioteca Angelica di Roma. “Avevo messo in conto che mi avrebbero fermato o con il tritolo o con il tritolo istituzionale: lo hanno fatto con mani sporche di sangue istituzionale. Ma non hanno fermato l’uomo”, ha aggiunto. Poi, a margine della conferenza, de Magistris ha spiegato: “Ero sostituto procuratore a Catanzaro e nel 2008 mi hanno trasferito per incompatibilità ambientale. A distanza di 11 anni anche la magistratura accerta che quelle inchieste mi sono state illecitamente sottratte e si ha anche, in qualche modo, la prova che io non dovevo essere fermato e che quel trasferimento è stato il modo non solo per fermare un magistrato ma anche indagini che portavano a verità scomode. Si andava un po’ al cuore di un sistema affaristico tra corruzione, criminalità organizzata, affari, politica e massoneria deviata”. De Magistris ha anche sottolineato che il Csm dell’epoca “si è macchiato di una decisione ingiusta e secondo me sapevano che stavano trasferendo un magistrato onesto e coraggioso. Avevano documenti per poterlo comprendere. Faccio solo un nome di quello che è stato ritenuto responsabile insieme ad altri del fatto che mi hanno sottratto le inchieste. Si chiama Galati, era uno dei miei principali indagati 11 anni fa, è stato arrestato stamattina. Se mi avessero consentito di lavorare saremmo arrivate a verità molto scomode che arrivavano ai vertici di politica e istituzioni”. (Ansa)
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