Sono accusate di aver dato fuoco ai locali di cui erano proprietari o gestori per “conseguire dei vantaggi economici anche sul piano assicurativo” le persone denunciate negli ultimi giorni dalla Polizia di Crotone.
Si tratta di sette persone, legate a tre distinti episodi che si sono verificati nel corso di diversi mesi, e in varie zone della città.
In particolare, a luglio dello scorso anno, nei giorni 14 e 20 si è verificato l’incendio della pizzeria “La Stangata” in via Tellini e della sala scommesse “Replatz” in via Assisi. Nel primo caso ci fu addirittura una vera e propria esplosione del locale, che danneggiò anche diverse auto parcheggiate nella zona, rendendo necessaria l’evacuazione dell’intero palazzo. Le indagini portato alla luce elementi che hanno portato ad individuare “nei proprietari e nei gestori dei locali gli autori o i mandanti dei gravi fatti delittuosi. Infatti nel caso della “Stangata” sono stati individuati quali autori materiali I.R., classe ’68, sua moglie nonché titolare della pizzeria B.A., classe’71, e il loro figlio I.D., classe ’97″. Nell’incendio della sala scommesse “Replatz” sono stati individuati quali autori materiali D.M.L., classe ’81, e L.D. ‘classe 83, entrambi noti alle forze di polizia mentre, come mandante, proprio il gestore della sala scommesse M.F.P., classe’83.
In entrambi i casi vi era una copertura assicurativa per quella tipologia di danneggiamenti.
Infine, lo scorso 20 maggio, nel corso della notte, in via Botteghelle si verificava un grosso incendio, anche in quel caso vi fu una vera e propria esplosione, di un capannone industriale in uso a R.R. classe ’77. Dopo essere riusciti a domare le fiamme grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, i poliziotti effettuavano un sopralluogo che permetteva fin da subito di raccogliere elementi che facevano non solo pensare alla natura dolosa dell’evento, ma anche a un possibile coinvolgimento del gestore del capannone. Le successive indagini, svolte sotto il coordinamento della Procura di Crotone, hanno consentito di appurare che in effetti, quella notte, il R.R., mediante l’uso di liquido infiammabile e accendini istantanei, ha dato fuoco allo stabile denunciando poi falsamente alla Questura che ignoti avevano danneggiato il suo capannone.