lunedì, 12 ottobre 2026

Gole del Raganello: le vittime sono 10. La Procura avvia un’inchiesta

Sono 10 i morti accertati nelle Gole del Raganello. La protezione civile regionale, infatti, ha rivisto il numero delle vittime, che stamani era stato dato ad 11. A causare l’errore, secondo il capo della protezione civile regionale Carlo Tansi, “è stata una sovrapposizione di informazioni nel corso della notte”. Tre le persone disperse, secondo il dato fornito dai carabinieri e ricavato dalle segnalazioni giunte nelle ultime ore al numero verde 800-222211 della Protezione civile regionale. Alle ricerche partecipano anche 3 squadre del soccorso alpino giunte da Umbria, Campania e Basilicata.

La Procura della Repubblica di Castrovillari, intanto, per la tragedia del Raganello ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio. Lo ha riferito il procuratore Eugenio Facciolla. Al momento non è stata disposta l’autopsia sui corpi delle vittime. “Il primo pensiero – ha detto Facciolla – è salvare più gente possibile e poi identificare le vittime. Nel pomeriggio valuteremo”. I corpi, comunque, presentano i traumi tipici del trascinamento in acqua.

Da questa mattina è iniziato il trasferimento delle salme delle vittime dalla palestra comunale di Civita, dove nella notte si è svolto il riconoscimento, agli ospedali della zona. I feretri sono stati portati nelle camere mortuarie dei nosocomi di Corigliano, Rossano, Castrovillari e Cosenza.

 

Per quanto riguarda i feriti, nella notte è stata trasferita in eliambulanza presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, la bambina tratta in salvo ieri; il trasferimento è stato deciso per la gravità delle sue condizioni, dovuta all’ingestione di fango e sabbia. Per lo stesso motivo è ricoverata nel reparto rianimazione dell’ospedale di Cosenza la 24enne di Trebisacce, salvata ieri dai soccorritori. Gravi sono anche quattro uomini politraumatizzati. Sulla regione di provenienza dei feriti, così come delle vittime, ancora c’è incertezza, visto che praticamente nessuno aveva con se documenti di identità dal momento che si erano recati a percorrere a piedi un torrente.