“Togliere la ricchezza ai mafiosi è un’arma formidabile. Lavoriamo con tutte le polizie giudiziarie ma, da più di un anno la Guardia di finanza, ha voluto dedicare degli uomini esclusivamente a questo tipo di attività. Questi sequestri sono stati coordinati dallo Scico di Roma con cui c’è un rapporto continuo e costante”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa sui provvedimenti di sequestro eseguiti dalla Guardia di finanza nei confronti di persone ritenute contigue o organiche ad alcune importanti cosche di ‘ndrangheta della regione, tra le quali l’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Amantea, Franco La Rupa. All’incontro con i giornalisti erano presenti il generale Fabio Contini, comandante regionale della Guardia di finanza, e il colonnello Carmine Virno, comandante del Nucleo economico finanziario di Catanzaro. “Da almeno un anno – ha aggiunto Gratteri – abbiamo costruito concretamente un Ufficio misure di prevenzione, degno di questo nome. Sono stati coinvolti tutti i magistrati della Procura di Catanzaro, anche i magistrati della Procura ordinaria che faranno misure di prevenzione insieme ai magistrati della procura distrettuale antimafia. Possiamo dire di aver raddoppiato i pm che fanno misure di prevenzione, che oggi sono quasi 20”. “Si è trattato di un lavoro meticoloso e a ritroso negli anni. Se vogliamo – ha detto il generale Contini – è una Guardia di finanza 2.0 tesa a verificare se i beni riconducibili a determinati soggetti siano giustificabili dalle loro dichiarazioni dei redditi e dalle loro entrate ufficiali”. Per quanto concerne l’ex consigliere regionale La Rupa, il colonnello Virno ha detto che “c’era una differenza tra quello che a livello familiare era stato effettivamente dichiarato e quello che si era guadagnato. Le indagini hanno permesso di verificare che il patrimonio era tutt’uno. Per esempio il figlio di La Rupa ha aperto una attività commerciale quando non aveva neanche 18 anni, senza avere la possibilità di poter contare su alcuna fonte di reddito”. (Ansa)
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