“Da italiano ho sempre detto che non voglio vivere in uno Stato in cui ci sono gli schiavi, quindi farò di tutto per far sì che non ci siano, né in agricoltura né in altri settori”. Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio parlando con i giornalisti del problema del caporalato. “Sono dell’idea – ha aggiunto – che se c’è una legge va rispettata. In provincia di Foggia su 33mila aziende agricole solo 4mila hanno aderito al registro delle imprese contro il caporalato, quindi c’è qualcosa che non va o nella legge o nella testa di chi opera nel settore dell’agricoltura. Pensate anche che il caporalato serve a qualcuno, ma non al sistema Italia. In Australia c’è un nostro competitor che si occupa di pomodori che sta facendo pubblicità progresso dicendo di non comprare i prodotti italiani perché non sono etici, perché vengo raccolti dagli schiavi. Questo fa male a tutta l’agricoltura italiana”.
A proposito dei pagamenti bloccati, ha poi aggiunto: “Pensate che ci sono pagamenti bloccati dal 2015. Tutto questo perché lo Stato italiano è bravo a incassare velocemente le tasse, ma è un cattivo pagatore e non posso far si che il mio ministero sia il re dei cattivi pagatori”. “Credo – ha aggiunto – che il problema Agea sia il problema principale per l’agricoltura italiana. Da quando mi sono insediato ho detto che la risoluzione di questa problematica è all’ordine del giorno e abbiamo istituito una commissione di tecnici specializzati inerenti le ristrutturazioni aziendali, per capire se Agea è in grado di dare la risposta che meritano gli agricoltori italiani. In queste settimane abbiamo iniziato i pagamenti per quanto riguarda la parte delle assicurazioni”

