mercoledì, 07 ottobre 2026

In piazza per giocare allo “Scida”: i tifosi irrompono in una vicenda ai limiti del surreale

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“Lo Scida è casa nostra, non si tocca”. E ancora “Il Crotone deve giocare nella sua casa”. I tifosi del Crotone, e la città tutta, intervengono in una vicenda che se non fosse tragica potrebbe sembrare addirittura comica. Una vicenda surreale, in cui ripicche personali s’intrecciano a manifeste espressioni d’incapacità. La pubblica amministrazione manca di autorevolezza e capacità di programmazione che vada oltre l’emergenza; Soprintendenza e Mibact pare giochino a farsi i dispettucci con i rappresentanti politici del territorio; deputati e senatori eletti di recente non sono ancora entrati nell’ottica che governare vuol dire risolvere i problemi. E di mezzo ci va la città, con la vicenda stadio che assurge a emblema di una situazione generale ben più ampia, che parla di sciatteria, mancanza di coesione, di programmazione, di idee che guardino oltre la giornata in corso.

E sullo stadio si continua a discutere di progetti costosi e lunghissimi per la realizzazione di una nuova struttura, in aree individuate in luoghi improbabili. Quando con un po’ di ambizione e organizzazione magari si potrebbe davvero pensare di lasciare lo stadio dov’è, trasformandolo in un particolarissimo museo, con una spesa sicuramente più modesta ed esiti che potrebbero fare scuola in Europa. Ma Crotone non è mai stata così ambiziosa e pragmatica: prima deve pensare a come farsi del male.

Francesca Travierso