Domenico Lucano, il sindaco sospeso di Riace al quale il Tribunale del riesame, revocandogli gli arresti domiciliari, ha imposto il divieto di dimora, e che stamattina all’alba ha lasciato il paese, si sarebbe trasferito in un centro del circondario. Pur rispettando l’obbligo di allontanarsi dal paese di cui é sindaco, sia pure sospeso dopo l’arresto, Lucano non si sarebbe spostato di molto. A Riace, provvederanno a proseguire l’attività di assistenza ai circa 150 migranti che si trovano ancora in paese, la compagna etiope di Lucano, Tesfahun Lemlem, cui é stato imposto l’obbligo di firma, i numerosi volontari che da anni collaborano con Lucano e l’Amministrazione comunale, tutti intenzionati a portare ancora avanti con l’autofinanziamento ed i contributi quel “modello Riace” di cui il Governo ha decretato la soppressione con l’uscita dallo Sprar. “Caro Mimmo lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli. Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari. Ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano Sindaco!”. Lo scrive su twitter il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.(ANSA).
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