Sei impianti a Reggio Calabria (Gallico, Pellaro, Paterriti, Armo, Oliveto e all’impianto consortile di Concessa); uno a Villa San Giovanni (in località Femia); due a Scilla (Favazzina e Oliveto); uno a Bagnara Calabra (Cacilì); due a Motta San Giovanni (Oliveto e Castelli); uno a Marina di San Lorenzo (Agrifa) e uno a Cardeto (in località Calvario). Sono questi i 14 impianti di depurazione sequestrati nell’operazione “Mala depurazione”, che vede indagate 53 persone.
Nel registro degli indagati ci sono anche il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, l’ex sindaco Demetrio Arena, alcuni dei prefetti delle terne commissariali che hanno gestito la città nel periodo del commissariamento per infiltrazioni mafiosa; ci sono inoltre tutti i sindaci e i prefetti che dal 2011 ad oggi hanno avuto competenze di gestione e controllo sugli impianti sequestrati questa mattina dalla Guardia Costiera. Indagati anche i dirigenti-funzionari delle società che nel tempo hanno gestito gli impianti, i dirigenti pro-tempore degli uffici tecnici e dei lavori pubblici.