giovedì, 15 ottobre 2026

Quattro uomini fermati a Corigliano, programmavano un omicidio

I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Castrovillari nei confronti di più soggetti indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sul loro conto sono stati acquisiti dettagliati elementi in ordine ad un omicidio pianificato ai danni di un noto pluripregiudicato del posto. Da alcune conversazioni emergevano in modo netto le modalità di esecuzione di un omicidio nei confronti di un noto pregiudicato del posto, nonché le varie precauzioni da adottare durante la fuga per eludere l’intervento delle forze di polizia.

Le persone fermate sono CHIARADIA Piero Francesco, 45enne coriglianese, CHIARADIA Giovanni, 51enne coriglianese, BONAFEDE Salvatore, 34enne coriglianese e BONAFEDE Marco, 26enne coriglianese.

Le indagini traggono origine dall’arresto di CHIARADIA Giovanni per il reato di detenzione illegale di arma clandestina, sorpreso a circolare a inizio maggio con una pistola cal.7,65 con matricola abrasa e colpo in canna. 

Partendo da tale arresto è stato approfondito il contesto nel quale operavano gli indagati, tramite lo svolgimento di attività d’intercettazione, riprese video effettuate dalle telecamere montate nei pressi delle abitazioni degli indagati ed i riscontri compiuti nell’ambito di numerosi servizi di osservazione e pedinamento. L’attività, durata alcuni mesi, ha permesso di acclarare come nella marina di Corigliano vi fosse il predominio degli odierni arrestati nello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina, che si concretizzava con modalità assodate e studiate per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Infatti le cessioni della sostanza avvenivano in un contesto isolato e difficile da raggiungere, quale era quello dove vivevano gli indagati, le cuiabitazioni erano ubicate in una zona rurale di Contrada Fabrizio e la consumazione della droga da parte degli acquirenti avveniva per lo più in loco “proprio per limitare l’attività di controllo e riscontro da parte delle forze dell’ordine”. L’unica strada di accesso al complesso residenziale era presidiata da sentinelle, che facilmente avvertivano del sopraggiungere di auto o elementi sospetti.

Gli arrestati utilizzavano anche una tecnica comprovata per la detenzione dello stupefacente, infatti lo stesso “veniva posizionato in luoghi facilmente raggiungibili dagli indagati, sostanzialmente sotto il loro controllo, ma non all’interno delle loro abitazioni”, quale per esempio un confinante cortile recintato che aveva all’interno un cane da guardia, in modo da far risultare negativo qualsiasi controllo eventualmente effettuato dalle forze dell’ordine.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 20 grammi di cocaina, 15 grammi di marijuana e 4 grammi di eroina