giovedì, 15 ottobre 2026

Riace, il sindaco Lucano: “Avanti da soli, senza soldi pubblici”

“Riace rappresenta un’idea che va contro la civiltà della barbarie. Anche senza contributi pubblici andiamo avanti lo stesso, da soli, perché negli anni abbiamo costruito dei supporti all’integrazione che oggi fanno la differenza. Faremo non uno Sprar ma un’accoglienza spontanea così com’era cominciata, senza soldi pubblici. Voglio trasmettere questo messaggio al Governo, vogliamo uscire dallo Sprar. Faremo ricorso al Tar come fatto morale”. A dirlo è stato il sindaco di Riace, Domenico Lucano, all’uscita dal tribunale al termine dell’udienza del Riesame di Reggio Calabria chiamato a decidere sulla sua eventuale remissione in libertà. “Lo voglio io come volontà politica – ha aggiunto – Dobbiamo uscire dallo Sprar. Non voglio avere a che fare con chi non ha fiducia e non voglio avere a che fare con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani”.

“Penso sia andata bene – ha proseguito – Devo ringraziare i miei avvocati che con passione hanno sostenuto le mie ragioni, e tutto questo fiume di solidarietà che c’è attorno a me, attorno a Riace, e credo di poter essere contento per com’è andata. Non mi hanno permesso di parlare, hanno parlato i miei avvocati e hanno spiegato le nostre ragioni”.

“Quando si parla di uno degli argomenti che mi sono contestati dal Viminale, quello degli affidamenti diretti, il prefetto Morcone non si doveva dimenticare di quando, nel 2008, voleva portare 400 persone a Riace”. “Al prefetto – ha aggiunto – dissi che Riace aveva 500 abitanti nella parte alta. In ogni caso ho avuto un rapporto cordiale con il Capo dipartimento Morcone. Però il 26 agosto 2008, quando ha telefonato a Riace, mentre altri comuni come Milano davano la disponibilità per 20 posti, noi ci siamo riuniti in vari comuni ed abbiamo dato la disponibilità di 300 posti. Il 26 agosto ci hanno telefonato ed il 28 agosto sono arrivati i pullman. Come facevamo a non fare gli affidamenti diretti alle coop o agli enti gestori. E adesso me lo contestano”.