lunedì, 12 ottobre 2026

Riace, nessun reato sui fondi per l’accoglienza; Lucano arrestato per “matrimoni di comodo” e rifiuti

Una gestione “tutt’altro che trasparente”, ma nessun reato ipotizzabile “nella gestione dei flussi di denaro pubblico destinati alla gestione dell’accoglienza dei migranti nel Comune di Riace”. Il Gip che ha firmato il provvedimento degli arresti domiciliari per il sindaco Mimmo Lucano non ha accolto le richieste della Procura di Locri su questa specifica ipotesi di reato.

Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (che ha portato ai provvedimenti contro Lucano e la sua compagna) si sarebbe, dunque, concretizzato attraverso l’organizzazione di alcuni “matrimoni di comodo tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano”. Lucano e la sua compagna, insomma, avrebbero aggirato in questo modo la legge per far ottenere ad alcuni migranti il permesso di restare in Italia. Nel provvedimento si fa riferimento, per esempio, al caso di una donna nigeriana cui era stato negato per tre volte il permesso di soggiorno: “… se ne deve andare – dice il sindaco in una intercettazione riportata nel comunicato stampa – se ha avuto per tre volte il diniego … ecco perché non lo rinnovano più. Dal punto di vista dei documenti lei non può stare… questo purtroppo, dico purtroppo perché io non sono d’accordo con questo decreto”. Di qui la decisione di farle comunque la carta d’identità: “…io la carta d’identità gliela faccio … io sono un fuorilegge, sono un fuorilegge, perché per fare la carta d’identità io dovrei avere un permesso di soggiorno in corso di validità … in più lei deve dimostrare che abita a Riace, che ha una dimora a Riace, allora io dico così, non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità e gli dico va bene, sono responsabile dei vigili…”. E poi la soluzione del matrimonio: “…allora guarda qua, non andare avanti, analizziamo la sua situazione sul piano giuridico. Oggi lei è una diniegata per tre volte, lei non può fare più una commissione, non è più una ricorrente, se è come dice lei che è stata diniegata per tre volte non c’è una quarta possibilità, lei ha solo la possibilità di ritornare in Nigeria però … fammi andare avanti … sai qual è secondo me l’unica strada percorribile, volendo spremere le meningi, che lei si sposa!”.

L’altra ipotesi di reato riguarda l’affidamento diretto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, per cui secondo la Procura, Lucano avrebbe favorito la cooperative sociali “Ecoriace” e “L’Aquilone”, senza passare dalle necessarie procedure di gara previste dal Codice dei contratti pubblici. Secondo gli inquirenti “Le predette cooperative sociali difettavano, infatti, dei requisiti di legge richiesti per l’ottenimento del servizio pubblico, poiché non iscritte nell’apposito albo regionale previsto dalla normativa di settore”. Di qui l’istituzione “di un albo comunale delle cooperative sociali cui poter affidare direttamente, secondo il sistema agevolato previsto dalle norme, lo svolgimento di servizi pubblici”.