lunedì, 12 ottobre 2026

Sindaco arrestato, è il sesto in Calabria dall’inizio dell’anno

Corruzione e tentata concussione. Sono le accuse, contestate dalla Procura della Repubblica di Paola, che hanno portato all’arresto del sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo, il sesto primo cittadino in manette in Calabria nel 2018. Assieme a Ramundo sono finiti in carcere, su disposizione del gip del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, che ha accolto le richieste del Procuratore Pierpaolo Bruni, il vice sindaco e assessore Paolo Cavaliere; l’assessore Paolo Ercole Fuscaldo; Michele Fernandez, funzionario del Comune di Cosenza autorizzato a svolgere part time il ruolo di responsabile di settore nel Comune di Fuscaldo; nove imprenditori (due ai domiciliari) e un professionista. Altre sei persone sono indagate. I reati contestati, a vario titolo, sono indebita induzione a dare o a promettere, peculato, turbativa di gare pubbliche e di procedimenti di scelta dei contraenti della Pubblica Amministrazione e il falso ideologico. L’indagine che ha azzerato l’esecutivo comunale del centro del litorale tirrenico cosentino, condotta dal Comando provinciale di Cosenza della Guardia di finanza, ha scandagliato la gestione di molti appalti pubblici ed affidamenti diretti dei Comuni di Fuscaldo e di Cosenza per un valore complessivo di 7,5 milioni di euro. Elemento centrale di quello che è stato definito dagli inquirenti come un “collaudato sistema corruttivo e di collusione nella gestione della cosa pubblica” sarebbe stato proprio Michele Fernandez, ritenuto nella maggior parte dei casi il “coordinatore” del sistema sull’asse Fuscaldo-Cosenza. “L’ufficio – ha detto il Procuratore della Repubblica di Paola, Pierpaolo Bruni, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il Procuratore generale presso la Corte d’appello di Catanzaro, Otello Lupacchini, ed il comandante provinciale di Cosenza della Guardia di finanza, colonnello Marco Grazioli – cerca di ricostruire singoli fatti di reato. Al momento non ci sono elementi per stabilire il coinvolgimento di altri amministratori”. L’indagine, denominata in codice “Merlino”, anche attraverso attività tecniche e l’analisi di una mole enorme di documentazione cartacea e informatica (26 i supporti analizzati tra Pc, tablet e cellulari) ha fatto luce sulle gare riguardanti l’affidamento diretto della gestione del depuratore comunale, i lavori di ripristino del lungomare, la gestione della raccolta, del trasporto e del conferimento in discarica dei rifiuti e l’affidamento diretto del servizio di pulizia delle spiagge, oltre ad alcuni lavori effettuati al Teatro Rendano di Cosenza e nel complesso monumentale San Domenico.