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Quale futuro per l’area di Giovino? Se n’è discusso in un’assemblea pubblica (VIDEO)

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Il futuro dell’area di Giovino ed il futuro di Catanzaro devono camminare di pari passo perché è inimmaginabile slegare le strategie di sviluppo della città dalla zona forse più fertile per quel che concerne le potenzialità turistiche, quella che molti considerano l’ultima occasione di crescita per Catanzaro. Il progetto di tripartire l’area ha causato una levata di scudi delle opposizioni ed anche la marcia indietro della maggioranza di governo della città. Quel che è certo è che la questione appassiona come non accadeva da molto tempo, come dimostra la massiccia partecipazione all’assemblea pubblica che si è svolta presso la sede del dopolavoro ferroviario di Catanzaro Lido, moderata dal nostro Massimo Tigani Sava. Inutile e dannosa, dice il leader di “Cambiavento”, Nicola Fiorita, candidato sindaco nelle elezioni del 2017, la divisione tra centro storico, Giovino e Germaneto: nessun pregiudizio, ma si scelga ispirandosi alla sostenibilità ambientale e coinvolgendo tutta la città.

Per il capogruppo di “Fare per Catanzaro”, Sergio Costanzo, la fretta con cui l’amministrazione comunale intenderebbe procedere su Giovino è immotivata e perfino sospetta, mentre la logica suggerisce di legare ogni discorso alla discussione sul piano strutturale comunale. Anche per l’urbanista Pasquale Squillace non bisogna avere fretta e legare il futuro di Giovino alla più complessiva progettualità del Psc. Anche perché si tratta di un’area che, per dare un’idea, è più grande dell’intero comune di Soverato. Per l’ex presidente dell’Ordine degli architetti di Catanzaro, Biagio Cantisani, quella su Giovino è una grande battaglia politica ed urbanistica, ma anche civile: la città, dice va difesa da interventi selvaggi ed attacchi speculativi, e deve decidere in che direzione intende procedere nei prossimi decenni.

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