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Quale partita politica sta giocando Forza Italia nel centrodestra calabrese?

Tutta la coalizione che ha eletto Jole Santelli alla guida della Regione, a partire dalla stessa presidente, deve riuscire a imporre una cultura politica di centrodestra Scritto da:

Quale partita politica sta giocando Forza Italia nel centrodestra calabrese? Lo si capirà a brevissimo, a partire dal tipo di alleanza che si costruirà attorno al candidato sindaco Antonino Minicuci a Reggio Calabria. Minicuci è stato voluto direttamente da Matteo Salvini, tenendo anche conto di qualche mugugno in casa propria. Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia, ha reagito in maniera forte, rivendicando il diritto del suo partito di esprimere gradimento o meno sulla figura del candidato sindaco. La decisione finale di Cannizzaro non è stata ancora esplicitata. Accetterà di stare nell’alleanza di centrodestra e di sostenere Minicuci o viaggerà per conto proprio mettendosi alla guida politica di una coalizione alternativa? La domanda sorge spontanea: Cannizzaro, essendo deputato, agisce politicamente in totale autonomia o ha dei riferimenti strategici in Calabria e a Roma? Si capiranno tante cose a breve, a cominciare dagli equilibri che matureranno in riva allo Stretto.

Intanto la presidente Jole Santelli, eletta da una coalizione che ha sbandierato in campagna elettorale la volontà di esprimere una fortissima discontinuità politico-culturale con la precedente gestione targata Mario Oliverio, dovrebbe spiegare se tutte le sue scelte e “non-scelte” appaiano fermamente e del tutto coerenti con questo assioma. Eppure Oliverio venne contestato duramente dal suo stesso partito, il Pd, che lo mise fuori gioco proprio per contestargli il suo modo di intendere la politica e la gestione della Regione. Fu proprio il Pd, ai massimi livelli, a chiedere discontinuità, cambiamento, svolte reali. La Santelli è anche la coordinatrice regionale di Forza Italia, con un bel bagaglio di esperienza e legami politici forti a Roma. La gestione degli apparati della Regione Calabria, simboleggiati dai dieci piani della Cittadella ma da intendere nel senso più ampio possibile, non sta dimostrando sul piano politico-culturale una discontinuità radicale e plateale con la gestione Oliverio. Ogni nomina, considerando anche quelle apparentemente meno fondamentali, avrebbe dovuto essere comunicata pubblicamente sottolineando la totale rottura e diversità politico-culturale con la stagione Oliverio. Se la presidente Santelli per caso ritiene il contrario, non avrebbe che da convocare una conferenza stampa e spiegare punto per punto, tappa per tappa, le ragioni politico-culturali di tante decisioni già in atto, partendo dai livelli più bassi della macchina a quelli che contano di più. Qualcuno può negare che per consolidare e irrobustire una cultura politica di centrodestra occorra tener conto anche della storia delle persone e delle simbologie ad esse collegate?

La politica è stata per troppo tempo anche arte del “se”, del “possibile”, del “forse”, del “compromesso”, dell’evidente e del sotterraneo. In Calabria la politica è stata troppo spesso anche l’arte dell’inciucio, del consociativismo, del trasversalismo, del gattopardismo. Tutto il centrodestra dovrebbe saper imporre, invece e in ogni circostanza, la politica delle certezze monolitiche, una coerenza di fondo che è prima di tutto culturale. Si capirà a giorni, come detto, quale tipo di centrodestra uscirà dopo la chiusura delle partite politiche sulle comunali di Reggio Calabria e di Crotone, ma con grande attenzione anche al clima politico-culturale che si respirerà in Cittadella.

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