Notizie Politica Primo Piano

Quale presidente in Calabria? Salvini a Zambrone è stato chiaro, ma le sue parole richiedono riflessioni alte

Non esiste una battaglia Spirlì-Occhiuto, come non parte una sciocca competizione Lega-Forza Italia. Ci sono, invece, scenari inediti con i quali misurarsi Scritto da: MASSIMO TIGANI SAVA

Ad alcuni osservatori politici, troppo focalizzati sui personalismi in salsa bruzia che pur esistono, stanno forse sfuggendo dei passaggi fondamentali: l’emergenza Covid-19, l’elezione di Biden in Usa e l’arrivo di Mario Draghi al vertice dell’Italia hanno letteralmente rivoluzionato il mondo in cui viviamo, con riflessi fondamentali anche sulla Calabria. Quelli appena accennati sono i tre motori principali che muovono un sistema in rapido cambiamento. Gli Stati generali della Lega svoltisi qualche giorno fa a Zambrone, con la non programmata presenza di Matteo Salvini, si sono improvvisamente trasformati in un appuntamento di rilevanza nazionale utilizzato dal leader per tracciare e indicare la strada da percorrere. Questa precisazione non serve a calare un velo ipocrita sulle ambizioni dei singoli che ci sono sempre state e sempre ci saranno, non solo in politica ma ovunque gli uomini siano in competizione tra loro. Questa volta, però, l’esito della corsa per la designazione del candidato presidente della Calabria è avulsa dalle beghe locali, superate da valutazioni politiche più robuste. Ecco perché non vi è alcuna contraddizione fra la convinta valutazione positiva che la Lega nazionale e calabrese ha sottolineato circa l’operato di Nino Spirlì presidente, e il ragionamento sui nuovi scenari: l’uscita dall’emergenza Covid con l’Europa intenzionata a pilotare un processo keynesiano di rilancio economico e di rifondazione continentale piuttosto che di miope quadratura dei bilanci; il ruolo strategico che l’Italia, guidata dal credibilissimo Mario Draghi, potrà avere nella risistemazione geopolitica che gli Usa di Biden immaginano per l’Europa e il Mediterraneo; la probabile e tanto attesa nascita in Italia della Terza Repubblica che Matteo Salvini, con consueto proverbiale intuito, ha percepito, ponendosi come punto di riferimento centrale e responsabile.

Non esiste, quindi, una battaglia calabra Spirlì-Occhiuto, come non esiste una sciocca competizione Lega-Forza Italia. Esistono, invece, scenari inediti con i quali misurarsi. Quanti amano la dialettica politica vera possono provare ad alzare il livello della discussione lasciando decantare le umane debolezze che nessuno vuole esorcizzare: esistono, ma in questa fase passano oggettivamente in secondo piano. Chiusura del ragionamento: non vi è alcuna contraddizione fra gli interventi, agli Stati generali della Lega, pronunciati da Matteo Salvini, cui tutti riconoscono una saldissima leadership, Andrea Crippa, Giacomo Saccomanno, Nino Spirlì, Roy Biasi, Alessandro Morelli, Pasquale Pepe e tutto il resto dell’edificio portante. Un gruppo dirigente di notevole livello e spessore che è in cerca di un equilibrio stabile e di una strutturazione intelligente, cogliendo anche l’occasione di una collocazione primaria nell’ambito del Mezzogiorno. Matteo Salvini ha spiegato a tutti che occorre volare alto, perché la Lega si sta giocando una partita politica storica. I Calabresi, cocciuti per natura, e magari anche propensi all’individualismo piuttosto che alla sintesi unitaria, possono dare una straordinaria prova di maturità utile a tutti, e soprattutto comprendendo che a breve ci sarà la necessità di confrontarsi con esperienze provenienti da altri filoni e percorsi. Tempi e modi, questa volta, li detteranno la storia e la politica, e non le pur legittime ambizioni dei singoli che dovranno trovare sfogo in un’azione di crescita e non di arroccamento o di chiusura autoreferenziale.

Condividi su Whatsapp
28 Condivisioni

Commenti

Clicca qui per commentare

 

VIDEO ONLINE – AGENZIA VISTA