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Reddito di Cittadinanza, in Calabria 118mila domande. Per Quota 100 oltre seimila richieste (VIDEO)

Prima per il numero di giovani che emigrano in cerca di lavoro, o di un impiego economicamente soddisfacente ed adeguato agli studi effettuati, prima per richieste di pensionamento grazie a quota 100, e prima per numero di domande per ottenere il reddito di cittadinanza. In fondo, nessuna sorpresa dalla presentazione del bilancio sociale dell’Inps calabrese per il 2018: i dati confermano le riconosciute sofferenze socio-economiche di una regione che fa fatica anche a stare al passo con le altre con cui condivide le posizioni di retrovia. I numeri più attesi, ovviamente, a parte quelli consueti sulle prestazioni previdenziali ed assistenziali, erano proprio quelli relativi alle misure adottate dal governo Cinquestelle-Lega per provare ad alleviare le difficoltà dei ceti deboli e dei lavoratori ingabbiati dalle restrizioni imposte dal governo Monti sull’orlo dell’abisso, e si tratta di dati aggiornatissimi, perché fotografati appena quattro giorni fa: per Quota 100, fino al 15 ottobre sono pervenute 6.847 richieste, la maggior parte delle quali dalla provincia di Cosenza (2.585), seguita dalle 1.944 arrivate da Reggio Calabria, dalle 1.468 di Catanzaro, le 431 da Crotone e le 419 di Vibo Valentia.

Per quel che riguarda le domande per il Reddito di cittadinanza, sempre fino al 15 ottobre sono state 117.931: il 65% di esse sono state accolte, il 27% respinte, mentre il restante 8% è in fase di lavorazione. Ovviamente, trattandosi di strumenti introdotti solo di recente per consolidare i dati sarà necessario attendere il Bilancio sociale 2019. Comunque, la Calabria è la regione che in percentuale ha maggiormente beneficiato del Reddito di cittadinanza, e Crotone è la città italiana con la maggiore quantità di domande. Il bilancio dell’Inps rappresenta uno dei più attendibili compendi sullo stato di salute sociale ed economico di un territorio, e sapere che dei circa 10 mila calabresi che sono andati via dalla loro terra ben 8.500 hanno tra 14 e 65 anni, cioè sono persone ancora potenzialmente attive, non può non allarmare. In generale, dalle istanze pervenute emerge un generale quadro di difficoltà sociale anche se, pur a fronte di organici incompleti, come spiega il presidente della Commissione di vigilanza, Guglielmo Loy, l’istituto tenta di far fronte alle richieste dei cittadini come nel caso delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari in materia d’invalidità civile, che ha fatto registrare una sensibile riduzione della tempistica di gestione dei procedimenti.

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