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Reggio Calabria, i dettagli delle operazioni “Fullones” e “Random” (VIDEO)

Traffico di droga, riciclaggio e detenzione di armi. C’è di tutto nella doppia inchiesta della Procura di Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di 15 persone da parte dei carabinieri. Due diversi capitoli tenuti insieme da personaggi fra loro in contatto, come Davide Divino, 32 anni, reggino, e Francesco Lonano, 27 anni, di Tropea, considerati ai vertici dei due gruppi. Il primo, sgominato con l’operazione “Fullones”, il nome di coloro che nell’antica Roma lavavano i tessuti, ha permesso di scoprire il riciclaggio di denaro rubato da conti correnti hackerati grazie all’acquisizione fraudolenta delle credenziali di accesso di quasi 200 correntisti, convinti di essere contattati dalla propria banca. Invece si trattava di mail ingannevoli, sebbene assai credibili: le vittime erano sempre tratte in inganno dal logo contraffatto della loro banca che li invitava ad inserire dati riservati in maschere del tutto simili a quelle della pagine di home banking dei loro istituti di credito. Ma già pochi minuti dopo aver comunicato le credenziali di accesso, i truffati vedevano i propri soldi evaporare dai loro conti ed essere bonificati su altri conti o su carte prepagate intestate a soggetti sconosciuti, poiché il riciclaggio si concretizzava grazie a terzi compiacenti (111 le persone nei cui confronti andranno fatti approfondimenti), che in cambio di piccole somme di denaro mettevano a disposizione dell’organizzazione i propri conti per ricevere i bonifici. Ad un certo punto le denunce sono diventate sempre più numerose, e nel 2017 è partita l’inchiesta: stabilito che il modus operandi era sempre lo stesso e seguendo il percorso del denaro, si arrivava sempre a Reggio Calabria. La svolta quando dalla provincia di Milano è arrivata una denuncia sulla sottrazione di 9.300 euro poi accreditati su un conto di una banca di Reggio Calabria, e prelevati pochi minuti da uno sportello bancomat: dalle immagini di videosorveglianza è spuntato Luca Adornato, 39 anni, reggino, che con Biagio Carannante (52 anni, di Bacoli), Martino Marcello Rossi (lametino, 48 anni) e Francesco Lonano (27 anni, di Tropea) era fra coloro che reclutavano le persone disponibili ad intestarsi carte prepagate sulle quali convogliare i soldi. Non ancora individuate, però, le persone specializzate nell’invio delle false mail.

L’operazione “Random” ha invece permesso di individuare una banda di trafficanti di droga che spacciava, in particolare, nei locali della movida reggina, ma ritenuta responsabile anche di tentata estorsione, lesioni, e perfino di mutilazione fraudolenta, nei confronti di un giovane marocchino che tardava a pagare la droga, e che dopo essere stato brutalmente pestato è stato costretto a dire di essere stato investito da Lonano, che poi avrebbe incassato l’assegno di risarcimento dall’assicurazione per veder ripagati i debiti di droga. Il progetto, tuttavia, era fallito perché la compagnia assicurativa aveva fiutato l’imbroglio. Che i metodi dei trafficanti fossero violenti lo rivela proprio Davide Divino, che se ne vanta in un’intercettazione telefonica. E sempre dalle intercettazioni spunta anche un matrimonio da combinare fra un marocchino, che aveva bisogno di regolarizzare la sua presenza nel nostro Paese e disposto a pagare 5 mila euro, ed un’italiana. Ed emerge anche un tentativo di cambiare in euro la somma di 100 mila dollari, in cui è coinvolto anche un avvocato.

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