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Regionali Calabria, De Magistris in campo? Ma se lo farà aprirà a tutte le aree politico-culturali della popolazione?

La possibile scesa in campo di Luigi De Magistris nella battaglia elettorale per le prossime competizioni regionali calabresi si presenta già da ora come un momento importante di valutazione politica. Luigi De Magistris, già pm a Catanzaro e protagonista di note vicende giudiziarie, di politica giudiziaria e mediatiche, attuale sindaco di Napoli (uscente per il completamento naturale del secondo consecutivo mandato), è sicuramente portatore di valori strategici: legalità, trasparenza amministrativa, lotta allo corruzione e ai poteri deviati, “guerra” alla ‘ndrangheta e ad ogni tipo di mafia, meridionalismo convinto e moderno. Questi argomenti possono rappresentare una sorta di riferimento primario per una campagna elettorale dagli esiti incerti. L’opinione pubblica, in caso di scesa in campo di De Magistris quale candidato presidente della Regione, sarebbe chiamata a schierarsi anche su questi temi fondamentali.

C’è da capire, visto che Luigi De Magistris è anche un soggetto politico ispirato da alcuni valori, diciamo così, di natura ideologico-culturale, se la sua eventuale candidatura sarebbe rivolta solo ad una specifica area della cittadinanza e degli elettori, o se, peraltro facendo tesoro della decennale esperienza partenopea, l’ex pm guarderebbe a tutto il popolo calabrese, senza distinguere tra sinistra, destra e centro, e quindi superando possibili steccati peraltro figli di stagioni un po’ superate. Nel caso De Magistris guardasse a una nuova idea della politica, non schematizzata da pur legittimi orientamenti ideologico-culturali, la sua possibile sfida potrebbe diventare ancora più corposa e incalzante. L’adesione di varie liste civiche, aperte a tutti gli orientamenti politici, ideologici e culturali, potrebbe raccogliere consensi assai più ampi e molto probabilmente decisivi. Sarà così?

Prima di avere questa risposta, ovviamente, occorrerà capire se Luigi De Magistris deciderà o meno di scendere in campo. La sua positiva esperienza di sindaco di Napoli per dieci anni, ottenuta al di fuori dei tradizionali schieramenti, potrebbe suggerirgli di rivolgersi a tutto il popolo calabrese, consentendo a quanti, sia a destra, sia a sinistra, sia al centro, non si riconoscono non nei loro propri legittimi ideali, che anzi rivendicano con orgoglio, ma nell’attuazione degli stessi attraverso forme-partito che stanno presentando limiti di varia natura.

Antonella Iacobino

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