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Regione, fine della corsa per Mario Oliverio: da “Lande desolate” al festival di Spoleto (VIDEO)

Per Mario Oliverio, gli ultimi quindici sono stati mesi in costante apprensione ed in continuo contatto coi suoi avvocati. In principio, l’inchiesta per abuso d’ufficio della Procura di Catanzaro del 7 maggio 2018. Poi, ad una settimana dallo scorso Natale, l’avviso di garanzia e l’obbligo di dimora, invece dell’arresto chiesto dall’Antimafia, ancora per abuso d’ufficio e per corruzione, per la vicenda della realizzazione dell’impianto sciistico di Lorica e dell’aviosuperficie di Scalea, a cui avrebbe dato il via libera in cambio del rallentamento dei lavori per piazza Bilotti a Cosenza, allo scopo di danneggiare l’immagine del sindaco Occhiuto, suo potenziale avversario alle prossime elezioni regionali. Pochi giorni dopo, nuovo avviso di garanzia per corruzione. Il 20 marzo scorso, la Cassazione lo scagiona dalle accuse ed annulla l’obbligo di dimora. Ma un mese e mezzo dopo, il 7 maggio, la Procura di Catanzaro ne chiede ancora l’arresto, che il gip non concede, questa volta in un’inchiesta sugli appalti per la costruzione della metropolitana leggera tra Cosenza, Rende e l’Università della Calabria e del nuovo ospedale di Cosenza. E ieri la storia dei fondi pubblici che dovevano servire per attrarre i turisti in Calabria, e che invece, secondo la Procura di Catanzaro e la Guardia di finanza, avrebbero pagato un’iniziativa squisitamente elettoralistica al Festival dei due Mondi 2018 di Spoleto. All’epoca di Mani Pulite, all’ennesimo avviso di garanzia l’allora cassiere del Pds, Primo Greganti, disse serafico: “hanno cercato di farmi perdere il buonumore”.

Chissà cosa passa per la testa del capo dell’esecutivo calabrese, che ieri ha subìto un provvedimento di sequestro preventivo per l’inchiesta, in cui è indagato per peculato per l’utilizzo di fondi pubblici finalizzati a promuovere l’immagine turistica della Calabria e che invece sono stati usati, fra l’altro, per l’intervista con Paolo Mieli nella quale, secondo le fiamme gialle, sono stati trattati solo temi politici, senza alcun riferimento alla promozione turistica della Regione. E coi soldi stanziati con delibera dalla giunta regionale, circa 100 mila euro, sarebbero stati pagate le spese per alcuni degli ospiti dei talk-show di Mieli, tra i quali spiccano i nomi di Carlo Freccero e Raffaella Carrà, le registrazioni degli incontri tra Mieli ed i suoi ospiti, e sarebbero state acquistate 500 copie del libro dell’ex direttore del Corriere della Sera. Ma è soprattutto sull’infondatezza dello scopo dell’intervista ad Oliverio che il sostituto procuratore Gabriella Viscomi punta il dito: in quei 40 minuti, facilmente reperibili su internet, si parla di migranti, di elezioni, di Pd, ma non di turismo. Dunque, la delibera con la quale la Regione, rimodulando il piano turistico, aveva inserito l’evento di Spoleto fra quelli di promozione per la Procura di Catanzaro e la Guardia di finanza è basata su un presupposto ingannevole: nessuna promozione turistica, solo tornaconto personale ed elettorale per il presidente. Che malgrado tutto prosegue la sua affannosissima rincorsa alla ricandidatura: ieri ha emesso un decreto per indire le primarie per scegliere i candidati alla massima carica politica della regione, da tenere non oltre un mese e mezzo prima del voto.

La sensazione, però, fortissima, è che la stagione politica di Oliverio sia finita, e che egli abbia perso lucidità, avendo compreso che, avversari interni a parte, anche la segreteria nazionale del Pd avrebbe preferito un suo passo indietro. Imporsi a tutti i costi, in politica, non è mai una grande idea, anche perché l‘aria che tira dovrebbe suggerire ad Oliverio che non può essere lui il fondatore di una nuova fase. Le stagioni trascorrono, gli anni pesano, ed anche i travagli. L’uscita di scena, se non è dignitosa, guasta non solo il finale, ma tutta la storia.

F.S.

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