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Regione, ma non era la Lega a frenare la Giunta?

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Nella Lega Calabria, acquisito il risultato politico di una vice presidenza di Regione “pesante” e quindi idonea a svolgere il compito politico che gli elettori hanno affidato al partito di Salvini, è già tempo di analisi e di lotta alle fake news circolate in questi ultimi giorni. Nel gruppo dirigente si riflette, in particolare, su un tema circolato in maniera anche un po’ strumentale: era la Lega a bloccare il varo della Giunta presieduta da Jole Santelli con tutto il corollario di assetti per il Consiglio regionale (ufficio di presidenza, commissioni , ecc.). Nulla di più falso, si dice con dovizia di prove. La Lega, con il costante lavoro politico del segretario Cristian Invernizzi, supportato dal neo vice responsabile nazionale Enti Locali, Walter Rauti, ha perseguito in maniera coerente, rispettosa e silenziosa uno schema chiaro: far capire che il partito di Salvini, leader in Italia e portatore di forti istanze di rinnovamento anche al Sud, poteva giocare la partita solo nel pieno rispetto della propria dignità. Non si trattava di disputare sui nomi, così come la scelta caduta su Nino Spirlì, giornalista e uomo di partito, ha provato, bensì sui ruoli e sui “pesi”.

L’intervento diretto di Matteo Salvini, servito anche a sgombrare il campo rispetto a una debole fronda politica interna non sufficientemente supportata dal rigore dell’analisi, ha posto il sigillo alla posizione della Lega rispetto alla legislatura Santelli. Da ora parleranno i fatti! E al popolo calabrese interessano solo i fatti e non i giochi della vecchia partitocrazia. Sciolto il nodo Lega, però, non pare proprio che tutto stia filando liscio. Anzi! È in Forza Italia e dintorni che sembrano esistere i principali nodi da sciogliere. Cannizzaro, Parente, Tallini, Gallo, Esposito, Gentile, Aiello… Tante personalità, tante visioni politiche evidentemente diverse da portare ancora a sintesi. Ci riusciranno? Si vedrà. Certo è che non è stata la Lega a scompigliare le carte. Anzi la capacità del gruppo dirigente del Carroccio, sempre in contatto con il leader Salvini, è stata proprio quella di non ostacolare l’impostazione primaria dettata proprio dalla presidente Jole Santelli.

Molto probabilmente alcune delle problematiche che oggi stanno complicando il quadro politico derivano anche dalle scelte fatte prima della composizione delle liste, quando si decise di presentare, oltre alla compagine di Forza Italia, altre due formazioni di supporto: Casa delle Libertà e Lista del Presidente. Un coacervo non proprio omogeneo di sensibilità ed energie che ora non è semplicissimo ridurre a sintesi estrema. In ogni caso si vedrà, auspicando sia il prevalere del dialogo positivo, sia che il bene della collettività sia sempre tenuto in vista. Ai vertici della Lega, ora alle prese con le tappe successive di un processo di rafforzamento e di riorganizzazione che è solo agli inizi, si afferma: il tempo è galantuomo!

Ultimo appunto: non ci sono, allo stato, notizie ufficiali da parte dell’asse Furgiuele-Sofo e dei tre consiglieri regionali (Molinaro, Minasi, Raso) che assieme all’eurodeputato e al parlamentare nazionale hanno sottoscritto un documento con proposte che sono state nettamente bocciate dal leader Matteo Salvini. Ore di meditazione profonda, molto probabilmente. E di ferrea valutazione politica che, stranamente almeno per alcuni, è sembrata mancare in una fase piuttosto complessa e delicata.

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